Rai, Fiorello: “Non mi vogliono perché non cucino e non faccio talent”

Stoccata dello showman su Periscope contro la situazione televisiva italiana

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Fiorello è sicuramente lo showman più importante in Italia. Innovativo, interprete canoro dalle possibilità infinite, comico irresistibile. Bisogna riconoscere che ci manca molto e da troppo tempo. Ma Fiorello, presentatore sensibile e intelligente, ci ha spiegato perché in questo periodo stia lontano dalla tv. In poche parole lapidarie, condivise attraverso l’app di Twitter Periscope, ha centrato la situazione televisiva italiana con una precisione da killer: “Rappresento il passato della Tv. Sono in via d’estinzione perché non cucino e non faccio talent”.

LA RAI TRA PENTOLE E GIURATI –
Effettivamente ormai in tutti gli show la scenografia prevede anche l’angolo cottura, con pentole e mestoli e, soprattutto, c’è sempre lo spiegamento dei famosi giurati del talent. Quel gruppetto di persone vip e non vip che è pagata per alzare una paletta e dare un voto a esibizioni di tutti i tipi. Il grande Fiorello riesce a non deluderci: “Non c’è posto per me…Tornano Panariello e la Cortellesi per uno show per festeggiare gli 80 anni di Pippo Baudo, poi per quelli di Arbore. E io come faccio a tornare in tv se non c’è posto”.

MANCANO IDEE E VOGLIA DI INNOVARE – Il degrado della televisione italiana, questo penoso inseguimento di modelli logori e stantii (in cui il direttore di Raiuno Giancarlo Leone è supremo maestro) accentua il baratro degli ascolti e della disaffezione dei telespettatori. Tutto all’insegna della “Banalità split”. Anche alcuni consiglieri del Cda della Rai hanno sottolineato come stia mancando nei prossimi palinsesti qualsiasi ricerca, un brivido di innovazione. L’unico volo di fantasia che troviamo è la presenza massiccia del gruppo canoro Il Volo. Fiorello è sempre stato anni luce avanti nei suoi programmi, sarebbe bastato investire su di lui, cercare di non sperperare denaro pubblico in format inutili come La macchina della verità e La posta del cuore e concentrare il budget su un rientro serio di Fiorello. Troppo difficile per i pagatissimi manager della Rai? Una fatica improba cercare idee nuove? È come avere una bellissima Ferrari in un garage, a portata di mano, ma nessuno è in grado di guidarla, di accendere il motore e far partire la superstar della tv italiana. D’altra parte Leone e i suoi collaboratori masticano poco e male di televisione. Vi immaginate il ragionier Gubitosi, (accompagnato dai suoi grigi e altezzosi manager) di fronte alla mente fervida e il vulcano in eruzione Fiorello?

L’ORA DEL ROSARIO – Lo showman sa che prima o poi anche questa fase della tv italiana e in particolare della Rai finirà, e continua a rodarsi con grande passione nel suo tour teatrale “L’ora del Rosario”: “Faccio spettacoli dal vivo e mi diverto. Racconto e sono me stesso. Come al solito cerco di far ridere con semplicità. Ovviamente mi inviteranno come ospite ma non ci andrò”.

 

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