Per Righini e Volpi (FdI) mancano ancora posti letto all’ospedale dei Castelli di Ariccia

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Questa mattina presso i locali del Nuovo Ospedale dei Castelli Romani ad Ariccia l’Asl Rm 6 e la Regione Lazio hanno presentato un libro sui primi 6 mesi dell’ospedale, iniziativa che  Giancarlo Righini (Consigliere regionale di Fratelli d’Italia) ed Andrea Volpi (Consigliere metropolitano di FdI e vicesindaco di Lanuvio, non hanno gradito definendola  “propagandistica”.

Secondo i due esponenti politici dei Fratelli d’Italia  occorre invece “fare luce sui 6 mesi di passione che i cittadini dei Castelli Romani, del litorale sud e di Aprilia stanno vivendo nel tentare di soddisfare i propri bisogni sanitari in una struttura ospedaliera monca e priva dei principali reparti come Cardiologia e Neurochirurgia”. 

Per  i due esponenti del partito di Giorgia Meloni sino ad oggi si sono svolte solo operazioni promozionali e di marketing quali “la promozione di servizi collaterali, come lo spazio per l’ospitalità degli animali d’affezione, che hanno poco a che vedere con una sanità che punta a risparmiare mantenendo alta la qualità del servizio erogato”. 

Inoltre  “si celebra la collaborazione con una Università privata, ma quale sarà il rapporto? Quello che doveva essere un Policlinico avrebbe potuto contare su una vera Università, ma questo è, ad oggi, un piccolo ospedale che ha gli stessi posti letto del San Giuseppe di Albano Laziale. Zingaretti” perché la Regione “non ha solamente chiuso ospedali funzionanti con reparti e sale operatorie appena rinnovate, ma nel giro di 2 anni ha ridotto i posti letto che servivano l’area dei Castelli Romani da 344 a 135”.

Pertanto  il  nuovo Ospedale  “presenta il 60% di posti in meno prima concentrati nelle strutture di Genzano, Ariccia ed Albano e con un’offerta visibilmente ridotta sia in termini di quantità che di qualità” mentre l’accordo di programma siglato nel 2007 dalla Regione Lazio, dall’Asl Rm 6 e dal Comune di Ariccia stabiliva che fra sei mesi nel 2020 i posti letto saranno  342. 

Ci chiediamo – proseguono i due- “come questo impegno assunto dai tre enti possa essere rispettato visto che le procedure per l’assunzione del personale e per l’acquisto di macchinari sono da tempo congelate dalla Regione Lazio”. 

Infatti per raggiungere l’obiettivo dei 342 “sarà necessario investire diversi milioni di euro che ad ora non risultano stanziati”. Per questo promettono battaglia finchè la situazione non verrà chiarita e i termini degli accordi rispettati.

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