Maternal: coproduzione italiana/argentina in concorso anche con il supporto della Regione Lazio

0
531

Dopo la laurea in lettere, Maura Delpero Bolzanina, si è formata in drammaturgia e sceneggiatura a Buenos Aires. Con i suoi documentari ha conquistato numerosi premi in tutto il mondo e una nomination ai David di Donatello e la Menzione speciale della giuria al Premio Solinas. Maternal è il suo primo lungometraggio di finzione.

In un Hogar, nome spagnolo della casa in cui si vive, un centro religioso italiano per mamme adolescenti a Buenos Aires, è ambientato questo racconto di maternità. Ricordiamo che in Argentina l’aborto è vietato. E’ una maternità vista dalla parte delle madri e dei bambini, madri coscienti e madri che non riescono a riconoscersi come tali, un po’ l’altra faccia della famiglia del Mulino Bianco. Ma cosa vuol dire famiglia? Per la suora che la spiega ai bambini è composta dalla mamma, dal patrigno (Giuseppe) e dal bambino, ovvero da tre persone, mentre per il bimbo che ha appena avuto la sorellina resta solo il numero 3: ora che siamo in tre, io te e la nuova nata, siamo una famiglia.

La casa in oggetto è stata fondata da religiose italiane, di Pinerolo, tanto tempo fa, poi rilevata dal governo Argentino. Questo non è casuale perchè il tema del rapporto tra Italia ed Argentina ritorna parecchie volte a significare il concetto di distanza tra il luogo e la provenienza delle suore, soprattutto di Suor Paola una delle protagoniste, che vediamo arrivare all’inizio con la sua valigiona che assomiglia tanto a quella dei nostri emigranti. Osto nuovo ed ambiente nuovo, forse troppo per la giovane suora in attesa di prendere i voti.

Sono le varie sfumature dell’amore tra madre e figlio che vengono rappresentate con l’occhio attento della regista, che ha voluto frequentare a lungo una di queste case, proprio quella fondata dalle suore, e che ci racconta con delicatezza come tre donne, la suora, Lu e Fati si confrontano con qualcosa che non riescono a comprendere a pieno, il rapporto con un piccolo essere umano che ha bisogno di loro. Lu e Fati hanno 17 anni e si sono trovate a dover chiedere asilo alle suore perchè non sapevano dove andare, ma mentre Fati accetta con rassegnazione sapendo che non ha altro luogo dove andare avendo alle spalle anche un difficile rapporto con la madre che le ha insegnato vuol dire non essere amata, Lu vuol vivere la sua età e non si cura della figlia se non per instaurare un rapporto a base di rossetto e smalto, le uniche cose che hanno un valore per lei. Bellissima la scena della festa nel convento in cui le ragazze tornano ad essere giovani che vogliono divertirsi, con i neonati in culla da una parte, i bimbi che ballano in mezzo alle madri e due suore a guardia fuori dalla porta. Fati si affeziona a Suor Paola, Lu perde anche la sua unica amica e alla fine scappa, in cerca dell’amore, lasciando sua figlia Nina che si attacca a chi le mostra affetto, Suor Paola. Ecco il terzo tipo di amore materno, nel rapporto tra le due, in cui la suora scopre un tipo di amore surrogato che mette in crisi la sua vocazione. La tenerezza tra le due e’ qualcosa che va al di fuori dei ruoli da rispettare e tutto sembrerebbe perduto ma interviene la gerarchia dell’Hagar a sistemare le cose in modo forse inusuale. Qui l’esperienza della madre superiora che ha visto molte situazioni e molte suore acdere ha la meglio sulla situazione rimettendo le cose nel giusto verso. Forse giusto non e’ la parola adatta ma e’ quello che segue una certa regola. Non diciamo di piu’ per lasciare allo spettatore il giudizio.

La storia è una finzione che racconta un mondo, l’attrice che interpreta Lu arriva proprio da un Hagar mentre l’attrice che interpreta Fati arriva da un villaggio vicino a Buenos Aires. La camera a mano cerca di non violare troppo l’intimità anche se a volta gli stacchi di montaggio sembrano un po’ bruschi, la regia è forte e tiene molto bene una storia che potrebbe cadere nel banale.

Regista

Maura Delpero

Attori principali

Sister Paola: Lidiya Liberman (real name Lidiya Obolenska)

Fatima: Denise Carrizo

Luciana (Lu): Agustina Malale

Nina: Isabella Cilia

Mother Superior: Marta Lubos

 

Anna Maria Felici