Sollevato per presunte avances, parroco di Roma in sciopero della fame

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Accusato di molestie e di essere addirittura pazzo. È l’odissea vissuta da don Luigi Bergamin, parroco della piccola chiesetta di santo Spirito a Castel di Guido che secondo quanto denunciato da Repubblica ha iniziato uno sciopero della fame a seguito della sua rimozione (anche se solo verbale) da parte della Diocesi.

I cittadini hanno lanciato una protesta con tanto di hashtag: # Io-StoConDonLuigi. Le accuse, il parroco di frontiera, le rimanda al mittente. E, anzi, si appella al Vaticano: “Chiedo a Papa Francesco che mandi qualcuno qui a verificare tutto” , spiega a Repubblica. Nella notte i carabinieri, preoccupati, vanno ad accertarsi che lui stia bene. Invece i cittadini di Castel di Guido, che domenica hanno scoperto tutto durante l’ultima messa celebrata dal parroco, hanno tappezzato il quartiere con striscioni e manifesti. Il tutto, con l’aiuto di quelli di altri territori – come I Terzi a Cerveteri e Boccea – dove don Luigi ha operato, lasciando il segno, battendosi contro il degrado e creando comunità.

“Chiedo un processo canonico per difendermi dalle accuse che mi sono state mosse – dice il prete – ma mi viene negato”. E anche i cittadini hanno ricevuto un bel ” no” quando alla diocesi di Porto- Santa Rufina hanno chiesto di essere ricevuti. “Non abbiamo nulla da dichiarare “, hanno ripetuto più volte dalla diocesi, interpellata da Repubblica sull’argomento.

“Evidentemente sono un prete scomodo. Quelle due donne? Non le avevo mai viste prima: penso che siano venute qui di proposito per infamarmi” – prosegue don Luigi

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