Michael Jackson: due mesi di sonno senza fase Rem prima della morte

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Michael Jackson potrebbe essere stato l'unico caso registrato di essere umano ad aver passato due mesi senza entrare, durante il sonno, nella fase Rem o Rapid Eye Movement, lo stadio fondamentele del ciclo i cui effetti sono quelli di mantenere sani e in vita sia il cervello che il corpo. La dichiarazione, riportata dalla Cnn, è dell'esperto del sonno della Harvard Medical School, il dottor Charles Czeisler, il consulente della Nasa e della Cia sentito dai giudici del tribunale di Los Angeles nell'ambito dell'inchiesta sulla controversa morte del cantante.

Il responsabile di questo triste record sarebbe stato il Propofol, l'anestetico che fu somministrato per 60 giorni consecutivi dal dottore Conrad Murray a Jackson: un trattamento a cui nessun essere umano si è mai sottoposto. Il Propofol è un farmaco anestetico capace di interrompere il normale ciclo del sonno, fino a impedire al paziente di godere del sonno da fase Rem. Nonostante gli effetti immediati per il paziente siano quelli di sentirsi riposati, il Propofol priva chi lo assume dei vantaggi del sonno genuino, fattore fondamentale per il benessere delle cellule del cervello e del corpo.

Secondo il parere di Czeisler, se il Re del Pop non fosse morto il 25 giugno 2009 a causa di una dose eccessiva di anestetico chirurgico, la mancanza di sonno da fase Rem lo avrebbe ucciso comunque. I topi da laboratorio muoiono dopo una privazione di cinque settimane del sonno da fase Rem: un esperimento mai provato su un essere umano, fino a quando il dottor Murray ha somministrato per due mesi dosi regolari di Propofol al Re del Pop. (asca)

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