Caso Ruby, Berlusconi condannato a 7 anni: interdizione perpetua dai pubblici uffici

0
85
 

Silvio Berlusconi si è reso colpevole di concussione e di prostituzione minorile per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con Ruby quand'era minorenne e per aver fatto pressioni sugli agenti della questura di Milano per far affidare la giovane marocchina a Nicole Minetti, contravvenendo alle disposizioni del magistrato di turno quella notte. Ne sono convinti i giudici della IV sezione penale del tribunale di Milano che hanno condannato l'ex premier a 7 anni per la vicenda Ruby. Una condanna pesante, addirittura superiore alle richieste della procura che per il presidente del Pdl aveva sollecitato 6 anni di carcere. In aula, al momento della lettura della sentenza, era presente il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, ma non il procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

Il collegio presieduto da Giulia Turri ha inoltre disposto per Berlusconi l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ordinando la confisca dei beni sequestrati in fase di indagine alla stessa Ruby e al compagno Luca Risso. Per il legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini, la sentenza era ''ampiamente'' attesa. ''E' una sentenza fuori dalla realtà – ha aggiunto – e fuori da ogni logica. L'accusa di costrizione è allucinante. E' da due anni che diciamo che questo processo non doveva tenersi a Milano''.

Si tratta di ''una sentenza abnorme e surreale, con un colpevole e nessuna vittima. D'altronde, aspettarsi dal tribunale di Milano una decisione favorevole al presidente Berlusconi è praticamente impossibile'', ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. ''Una certa magistratura è capace di negare anche l'evidenza pur di colpire l'avversario politico di sempre – ha aggiunto -. Un'anomalia che esiste soltanto nel nostro Paese, dove alcuni giudici, schierati sempre dalla stessa parte, provano a ribaltare il giudizio chiaro e inequivocabile di dieci milioni di italiani che si riconoscono nel presidente Berlusconi. E che non ne possono più di una persecuzione ingiusta e patologica''.

''In un processo insolito, anomalo e assurdo, ugualmente insolita e assurda è la presenza oggi in aula, in toga, al fianco del pm Sangermano, del capo della procura di Milano, Bruti Liberati. Scopriremo solo nelle prossime ore, il senso dell'apparizione di Bruti Liberati nel momento in cui i giudici sono in Camera di Consiglio per decidere e quindi nell'imminenza della sentenza sul processo Ruby nei confronti del presidente Berlusconi. Abitualmente infatti il Procuratore Capo della Repubblica assiste alla lettura del dispositivo. Trattandosi, tuttavia, come è evidente a tutti da ciò che è emerso dalle testimonianze e dalle udienze, quanto sta accadendo è normale per l'anormalità stessa di tutta la vicenda giudiziaria''. ha affermato in una nota Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario dei deputati del Pdl. ''Uno schifo, una vergogna'' è il commento di Daniela Santanchè ai microfoni delTgLa7.

''Oggi la giustizia non è di casa. Sono voluta venire qui – dice Sanantanchè fuori dal Tribunale – perchè io che sono sempre dalla parte delle donne volevo vedere le tre donne che hanno giudicato il presidente Berlusconi: sono rimasta troppo male, usare le donne, da parte di donne per una sentenza politica''. (asca)

È SUCCESSO OGGI...