Caso Ruby, Bindi: «Sono garantista ma non si può fare finta di niente»

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''Il Pd può stare in maggioranza con un partito guidato da un leader che ha già accumulato diverse gravissime condanne, che pretende l'impunità in nome della legittimazione elettorale e non perde occasione per attaccare la magistratura?''. A porre l'interrogativo è la democratica Rosy Bindi a proposito delle conseguenze politiche di questa condanna del caso Ruby. ''Sono garantista e fino ai tre gradi di giudizio Berlusconi non può essere considerato colpevole . Nè credo che questa sentenza debba pesare nella valutazione della Giunta per le elezioni al Senato. Ma la condanna del tribunale di Milano non può passare sotto silenzio'' dice la Bindi che aggiunge: ''Non l'ha fatto la destra, che ha reagito in modo scomposto lanciando grida inaccettabili contro la magistratura e annunciando con Brunetta una raccolta di firme per chiedere l'intervento del capo dello Stato.

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Queste reazioni, chiariscono una volta di più, cosa intendono Pdl e Berlusconi per pacificazione. La destra ha caricato di valore ideologico l'esperienza delle larghe intese, accreditando l'idea falsa e mistificante che dopo la ventennale guerra tra berlusconiani e antiberlusconiani la collaborazione al governo avrebbe permesso di fare quelle riforme fino ad oggi impedite da veti e pregiudiziali ideologiche. Ora è chiaro che l'obiettivo è, ancora una volta, una qualche forma di salvacondotto giudiziario. Non credo sia possibile, non penso avverrà e certamente noi non saremo disponibili ad assecondare in Parlamento soluzioni, più o meno mascherate, che siano di ostacolo al cammino della giustizia''. 

''C'è chi chiede – prosegue la Bindi – di distinguere tra questione giudiziaria e questione politica, per mettere al riparo il già faticoso cammino del governo Letta. Ma proprio per distinguere i due piani sarebbe bene da un lato non delegittimare la sentenza delle tre donne giudici, che hanno confermato l'impianto accusatorio fino a rinviare a giudizio per falsa testimonianza una lunga sequenza di coprotagonisti della vicenda, e dall'altro aprire un confronto politico serio sulla maggioranza che sostiene il governo''. 

''Il Pdl deve sgombrare il campo dai dubbi, seminati a piene mani dalle dichiarazioni dei suoi massimi esponenti, sulle sue effettive intenzioni e non usare strumentalmente la questione fiscale, alzando il tiro su Imu e Iva. Possiamo continuare ad accontentarci delle assicurazioni che sosterrà il governo senza creare problemi su fronti che nulla hanno a che vedere con il mandato ricevuto al momento della fiducia? E il Pd -conclude Rosy Bindi -, che nel rispetto delle regole e nel principio di legalità ha un suo tratto identitario, può stare in maggioranza con un partito guidato da un leader che ha già accumulato diverse gravissime condanne, che pretende l'impunità in nome della legittimazione elettorale e non perde occasione per attaccare la magistratura?''. (asca)

 

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