“Wolfpack” – HOPES DIE LAST

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Wolfpack” è il titolo del nuovo Ep degli Hopes Die Last, presentato dal vivo Sabato 22 Giugno presso il locale Traffic di Roma e da ieri disponibile per l'acquisto sui vari negozi digitali, oltre che in versione fisica tramite i canali della band. Il sestetto di Roma, che ha alle spalle diverse date in giro per l'Europa con apparizioni negli Stati Uniti e in Giappone, torna sulla scena musicale con un minidisco di sette brani che conferma la sua nuova direzione artistica, una miscela esplosiva di metalcore, post hardcore, dubstep ed elettronica. Che strizza l'occhio all'era moderna ma non tradisce i gusti e il percorso finora costruito (con successo) dai capitolini.

Lo avrò detto mille volte in questi ultimi tempi, ma anche in questo caso ad aprire l'album in questione è un'intro che sarebbe perfetta per introdurre i concerti degli Hopes Die Last: “Dead Heart Beats” ti prende, ti porta piano piano sempre più in alto come su una ruota panoramica e ti tiene in sospeso con i suoi suoni elettronici, che quasi trasmettono timore. Una volta all'apice di questa ipotetica ruota la voce screammata di Daniele Tofani e la potenza di chitarre, basso, batteria e synth ti lanciano nel vuoto dalla più grande delle altezze, per un pezzo (“Hellbound”, secondo singolo estratto con video spettacolare) che impressiona per maturità artistica (sviluppata dopo quattro anni di esperienza e live), durezza e capacità di soddisfare i palati più estremi, quelli d'acciaio inossidabile. La voce acuta e pulita nei ritornelli del bassista Marco Calanca completa il tutto, insieme a un bridge di non nascosta influenza modern dubstep, che mette in mostra da subito i nuovi orizzonti degli HDL. Mac, sintetizzatori e marchingegni elettronici di vario tipo costituiscono anche l'apertura della successiva “The Wolfpack”, a cui seguono poi nuovamente strumenti incazzatissimi, batteria trascinante e il solito scream/growl marchio di fabbrica del progetto. Forse, in questo caso, c'è davvero troppo spazio per l'elettronica e poco per quegli affari di legno con cui generalmente si suona.

Va “meglio” in “Blackhearted”, dove nelle strofe (come di consueto in questo genere) non c'è una parte cantata in pulito neanche a pagarla oro, a cui si contrappone poi l'altissimo e melodico ritornello senza sporcature che fa venire qualche brivido (in questo frangente attendiamo comunque Marco Calanca, l'autore della pelle d'oca, alla prova del nove, quella del live…). Il pezzo termina con un altro bridge sospeso, con voce distorta in lontananza come se fosse chiusa in un barattolo di vetro, per poi venir liberata nel chorus finale e demolire tutto e tutti. Senza prigionieri.

Dopo la cover (rozza) di “Promises” è l'ora del primo singolo estratto “Cheaters Must Die”, un nuovo azzeccato mix tra post hardcore e electro-dance, quest'ultima tirata all'estremo nel finale di questa traccia. Niente di nuovo invece nella closing-track “Here Comes Nero”, eccetto per un altro sensazionale bridge sospeso nell'aria con rovinosa e improvvisa caduta da cento metri con cui la band chiude canzone, album, set e partita con gli ascoltatori.

Le sonorità di questa band romana squarciano il corpo e penetrano nel sangue, facendolo diventare nero come i loro vestiti di scena, la copertina di quest'ultimo Ep e il colore che si “vede” se si ascoltano le sue canzoni ad occhi chiusi. Ottima la qualità di registrazione, soprattutto nelle parti elettroniche. Molto curata anche la scelta di ogni piccolo dettaglio in tutte e sette le tracce, cosa che fa la differenza spesso e volentieri. Ci si aspettava forse qualcosa di più suonato, ma sulle scelte stilistiche e i bivi presi strada facendo della band non si può metter bocca. Ormai loro all'estero hanno delle porte più che aperte, dove devono incidere più che mai per costruirsi davvero un futuro da pro. Inutile insistere qui: a parte le festicciole da fanatici emo/metalcore c'è poco spazio per il loro sound. E sarebbe un gran peccato fermarsi qui.

 

TRACKLIST

1 – Dead Heart Beats

2 – Hellbound

3 – The Wolfpack

4 – Blackhearted

5 – Promises (cover)

6 – Cheaters Must Die

7 – Here Comes Nero

Marco Reda

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 “Hellbound” video ufficiale

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