Datagate, Kerry minimizza: nulla di insolito

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La ricerca di informazioni su altri Paesi “non è un fatto insolito”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, John Kerry, rivolgendosi al capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, dopo le nuove rivelazioni del Guardian. Il programma di spionaggio montato dagli Stati Uniti e rivelato dal quotidiano britannico nei confronti di alcuni paesi europei ha rappresentato una “violazione della fiducia” e potrebbe innescare una “grave crisi politica” tra l'Unione europea e Washington, hanno dal canto loro avvertito fonti Ue.

Oggi Steffen Seibert, portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, dopo aver precisato che Berlino ha già comunicato alle autorità statunitensi la sua “sorpresa” sul caso, ha affermato che gli Stati Uniti devono “ristabilire la fiducia” con i loro alleati europei.

Sulla vicenda, definita “spinosa”, è intervenuta oggi anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, rendendo noto che l'Italia “ha chiesto i necessari chiarimenti” e ha effettuato “un'immediata verifica con le controparti americane”. Dopo l'intervento della Farnesina, fa sapere il ministro, gli Stati Uniti hanno fornito “sollecitamente assicurazioni che ogni chiarimento verrà effettuato sia nei confronti dell'Ue che degli Stati membri”. “Siamo fiduciosi che nello spirito di collaborazione e amicizia che caratterizza il rapporto tra i due Paesi – ha concluso la Bonino – verranno fornite tutte le informazioni e assicurazioni necessarie”. (asca)

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