La Croazia entra nell’Ue: è il 28esimo Stato

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La Croazia è entrata ufficialmente a far parte a pieno titolo dell'Unione europea, diventando oggi il 28esimo Stato membro dell'Ue.

Un'adesione che segna un'altra data storica nel processo di integrazione europeo. Si tratta infatti del primo Stato ad abbracciare l'Europa dal 2007, ultimo anno a cui risale l'ingresso di un paese nell'Ue (allora entrarono in due, Bulgaria e Romania). Dopo la Slovenia, entrata nel 2004, la Croazia è inoltre la seconda delle sei Repubbliche che componevano la ex Jugoslavia socialista ad aderire al blocco degli Stati membri.

Con il suo ingresso cresce il numero dei cittadini europei, che salgono (da 502,4 milioni) a 506,8 milioni e aumenta il Prodotto interno lordo dell'Ue: la Croazia aggiunge infatti, oltre a un nuovo Commissario a Bruxelles (Neven Mimica diventerà responsabile per la Tutela dei consumatori) 44 miliardi di euro al Pil dell'Unione, portandolo così a 12.945 miliardi di euro. Oggi l'economia croata, per quanto riguarda il turismo, è in fase di stagnazione, anche se il comparto continua a rappresentare il motore principale delle finanze nazionali, attestandosi ad un quinto del Pil. Forte incidenza sull'economia – stime Eurostat – ce l'ha l'agricoltura (10,9 per cento degli occupati, 5 per cento nell'Ue).

Il tasso di disoccupazione nel Paese è molto alto (18,1 per cento, 51,8 per cento quella under 25) rispetto al resto del Vecchio Continente (11,0 per cento, 23,7 per cento quella giovanile). Solo venerdì scorso la Slovenia si è affrettata a votare l'estensione delle restrizioni all'accesso del suo mercato del lavoro per i cittadini croati, che saranno considerati de facto extra-comunitari per almeno altri due anni. Il Pil procapite si attesta a un 39 per cento per abitante al di sotto della media Ue, superiore solo a quello della Romania e della Bulgaria. Il debito croato rappresenta al momento il 54 per cento del Pil, ma, secondo la Commissione, supererà ampiamente la soglia del 60 per cento nel 2014, oltre i limiti fissati dall'Ue.

Zagabria prevede per quest'anno una crescita economica dello 0,7 per cento e del 2,4 per cento l'anno prossimo, mentre la Commissione mette in conto un arretramento del Pil croato dell'1,0 per cento nel 2013 e una debole ripresa l'anno prossimo, a +0,2 per cento. Il deficit di bilancio dovrebbe arrivare quest'anno al 4,7 per cento del Pil e rischia di salire nel 2014 al 5,6 per cento, ben al di sopra del tetto del 3% previsto dal Patto di Bilancio. Entrando ufficialmente nell'Ue, Zagabria è diventata anche azionista della Bei, la quale dal 2001 opera in Croazia fornendo prestiti per un totale di 3,25 miliardi di euro. Attualmente, le operazioni della Bei coprono importanti settori dell'economia croata: dalle infrastrutture al settore dei trasporti, dall'ambiente all'energia, compreso il sostegno alle piccole e medie imprese attraverso le istituzioni finanziarie locali.

Quasi la metà dei prestiti (il 48%) della Bei in Croazia, fino ad oggi, consiste nel sostegno alle Pmi locali. Sul piano socio-economico, l'agenzia statistica europea fa sapere ancora che l'aspettativa di vita alla nascita in Croazia è di 73,9 anni per gli uomini e di 80,4 per le donne, contro i 77,4 e gli 83,2 della media dell'Ue a 27. La popolazione con meno di 15 anni è in Croazia del 14,9 per cento (Ue a 27: 15,6 per cento), mentre la percentuale degli over 65 è del 17,3 per cento (Ue a 27: 17,8 per cento). Zagabria presenta peraltro una tasso di fertilità inferiore (1,40 di figli per donna) rispetto all'Ue (1,57) e una mortalità infantile leggermente superiore a quella europea (4,7 su 1000 nati contro 3,9). Il numero di matrimoni ogni 1000 abitanti corrisponde quasi perfettamente alla media Ue (4,4 contro 4,6), mentre il numero di divorzi e quello delle nascite di bambini al di fuori del matrimonio è inferiore. (asca)

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