Jazz e Piani paralleli: dialoghi con il maestro Mazzarino

Esce al cinema il film-concerto che celebra i suoi 30 anni di carriera e anche i 50 anni d’età. Il pianista e compositore si racconta in questa intervista

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Piani Paralleli, il film che racconta il jazz del maestro Giovanni Mazzarino
Piani Paralleli, il film che racconta il jazz del maestro Giovanni Mazzarino

Da trent’anni il maestro Giovanni Mazzarino allieta le orecchie e l’anima con quel folle genere musicale che – tanto per parafrasare Mel Torme – non può essere descritto razionalmente: il jazz. Pianista, compositore, didatta, Mazzarino si è avvicinato alla musica da piccolissimo, allacciando una stretta “amicizia” con il pianoforte di casa che lo ha portato a incidere 19 album e a registrare Piani paralleli, il film-concerto che celebra i suoi 30 anni di carriera e anche i suoi 50 anni d’età. Ad accompagnare il maestro in questo “tour”, che inizierà il 7 aprile e si protrarrà fino a maggio, ci sono Steve Swallow, Adam Nussbaum, Fabrizio Bosso e Paolo Silvestri. Diretta da Gianni Di Capua, la pellicola racconta, in 86 minuti, cinque giornate di registrazione nella Fazioli Concert Hall, adiacente alla omonima fabbrica dei pianoforti a Sacile (Pordenone).

Il jazz se vogliamo ha diverse sfaccettature. Ma che cos’è il jazz?
«Sicuramente il jazz è l’evento culturale più importante del XX secolo. Non è un caso che l’Unesco l’abbia dichiarato patrimonio dell’umanità. Ha costituito un importante tassello culturale per quanto concerne l’integrazione del pianeta attraverso la musica. L’America era un posto vergine, dove potevano accadere molte cose. All’inizio del XX secolo gli africani, gli ebrei o i siciliani hanno subito l’odio razziale. Non a caso Wynton Marsalis, musicista di colore, disse “il jazz siamo noi, ebrei e siciliani”. Nel senso che la grande intellighenzia ebraica ha portato all’interno di questo grande contenitore, nuovo, quello che era la cultura musicale europea. Gli africani si sono occupati di quello di cui sono rappresentanti: il ritmo. I siciliani hanno portato l’idea della banda musicale, che oggi vediamo dappertutto. Il 75% dei musicisti bianchi del tempo, erano siciliani o nati direttamente da parenti siciliani. Il jazz è stato un incontro tra diverse culture».

Come si è avvicinato al mondo del jazz?
«Mi sono avvicinato alla musica in maniera assolutamente naturale. Avevo un pianoforte a casa. Mi guardava, io lo guardavo, poi abbiamo fatto amicizia e da lì è nato tutto. La musica è la mia grande passione. È una missione per me».

Per i suoi 30 anni di carriera le è stato dedicato un film, “Piani Paralleli”. Cosa vedremo nella pellicola?
«Il film non è altro che la ripresa dei 5 giorni di registrazioni per l’ultimo album che si chiama, appunto, “Piani paralleli”. Hanno ripreso tutto ciò che avveniva: la costruzione della musica, l’idea. È un film-concerto, che noi abbiamo fatto a porte chiuse. Il backstage, lo stage, le idee, la musica che noi abbiamo curato. Questa storia viene accompagnata dalla mia voce fuoricampo che racconta anche il mio pensiero sulla musica, la mia poetica e ciò che è importante per fare musica. In sostanza, quello che è la musica».

Piani Paralleli, il film che racconta il jazz del maestro Giovanni Mazzarino
Piani Paralleli, il film che racconta il jazz del maestro Giovanni Mazzarino

Durante la sua vita c’è stato un episodio o il contatto con un artista che ha influenzato la sua musica?
«Tutti quelli con cui ho collaborato mi hanno influenzato, hanno offerto spunti riflessivi musicali. Se posso fare due nomi: Steve Swallow, da una parte, e Tom Harrel dall’altra. Questi due sono grandi compositori. Devo dire che loro mi hanno fortemente influenzato. Per il resto tutti quanti hanno contribuito».

Nel panorama musicale italiano, c’è qualche giovane jazzista da tenere sott’occhio?
«Ce ne sono tantissimi, ormai tanti. Grazie soprattutto allo sviluppo della comunicazione. Una volta dovevamo comprarci il disco, poi passarlo sulla cassetta e ascoltavamo la cassetta fino a quando non funzionava più. Oggi strumenti come Youtube o le scuole musicali, che un tempo non c’erano, permettono un facile accesso alla musica. Comunque, posso ricordare due gemelli molto bravi: Giovanni e Matteo Cutello, rispettivamente sassofono e tromba. Due straordinari musicisti che hanno appena 18 anni. Suonano molto bene la musica jazz da almeno 4-5 anni. Ma ce ne sono tantissimi altri che hanno questo grande dono. Una è la cantante Daniela Spalletta. Sicuramente loro lasceranno un segno».

Dopo “Piani Paralleli”, quali sono gli impegni del maestro Mazzarino?
«Piani paralleli sarà il primo progetto che verrà spinto. Poi si aspetta la programmazione in tutte le sale italiane del film. Da Roma partirà verso le altre sale italiane. Un’altra cosa che amo tantissimo è insegnare. Sono direttore didattico della Jazz Academy di Milano e ho anche la cattedra di musica e jazz presso il Conservatorio A. Corelli di Messina. Dalla cattedra posso passare la mia esperienza ai giovani studenti e farli crescere moltissimo. Tra aprile e maggio ci sarà la programmazione del film, io sarò nelle prime di tutte le proiezioni e sarò impegnato in questo senso. Poi in estate ci sarà un tour di altri progetti».

Alessandro Moschini

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