Blue Jasmine, la recensione

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Dopo la deludente anche se fantasiosa performance di “Midnight in Paris” questa volta Woody Allen buca davvero lo schermo con il suo ultimo film “Blue Jasmine” interpretato da una stupenda Cate Blanchett che, come tutte le muse di Woody (Mia Farrow e Dianne Wiest ma anche la Gena Rowlands di “Un’altra donna”), è la grande interprete di questo film.

Jeanette, alias Jasmine, regina di Park Avenue, è la moglie di Hal, uomo d’affari, truffatore e fedifrago che, alla fine del loro matrimonio, la trascina alla bancarotta e all’esaurimento nervoso. Incarcerato, l’uomo si impicca mentre lei sprofonda nell’indigenza e nella depressione maniacale ben oltre l’orlo di una crisi di nervi.

Sola e dipendente da un micidiale mix di alcool e psicofarmaci, pur mantenendo l’appeal di una vera signora, Jasmine si trasferisce a San Francisco per vivere con la sorella Ginger (interpretata magistralmente da Sally Hawkins) che tenta di allontanare dal ruspante ma sincero fidanzato Chili spingendola verso un’avventura puramente sessuale con un uomo sposato. Al suo arrivo Jasmine non ha altro interlocutore che se stessa, fissata in sproloquianti soliloqui che segneranno l’esordio e la fine del film.

Una figura tragica, che non si adatta a un presente di modesta quotidianità, legata com’è a un lussuoso quanto vacuo passato che non smette di tormentarla talora nella fissità delirante del suo sguardo. Ma anche un personaggio vuoto, costruito, artefatto, senza sprazzi di sincerità e affetti veri che brucerà l’ultima possibilità del rapporto di coppia con un diplomatico, vittima delle proprie menzogne riaffiorate e di un immaginario (lo stesso per cui ha cambiato il suo nome da Jeanette in Jasmine) che si è costruita addosso come una seconda pelle. Un personaggio vuoto e arido, pur nella sua sofferenza patologica, artefatto come quel mondo della finanza “grigia” che lei ha frequentato per anni fingendo di ignorarne i rischi.

Woody Allen guarda a questo mondo con profondo pessimismo, sezionandolo come un chirurgo in sala anatomica. I sentimenti, quelli veri, sono dei semplici come la sorella Ginger, l’ex marito di lei o il ruvido Chili che, tradito, riesce ancora a disperarsi per amore. La follia di Jasmine è l’inevitabile epilogo dopo un finale a sorpresa che spiega molti dei suoi deliri.

Woody ama la tragedia greca e Jasmine è la donna “tragica” del suo film alimentato da uno scambio continuo fra regista e interprete. Uno scambio mediato dalla cinepresa che scava, quasi psicanaliticamente, nel volto di Cate Blanchett con spietati primi piani. Un film pessimistico e spietato verso l’ostentazione della ricchezza, ma che affida la speranza a chi la sua vita se la conquista quotidianamente con i denti.

Titolo: Blue Jasmine
Regia: Woody Allen
Attori: Alec Baldwin, Cate Blanchett, Bobby Cannavale, Louis C.K., Andrew Dice Clay, Sally Hawkins, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg
Uscita nelle sale: 05/12/2013
Genere: commedia, drammatico
Durata: 98 min.
Nazione: Usa
Anno: 2013
Distribuzione: Warner Bros

 

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