La vita dura dei Direttori Rai…

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Dagospia ci ripropone (come se avessimo mangiato qualcosa di pesante), un articolo del settimanale Panorama dal quale emergerebbero scenari inquietanti. Un candidato al consiglio d’amministrazione Rai (un direttore della stessa azienda) sarebbe stato silurato dalla rosa di nomi perché non avrebbe  “sistemato” alcune conduttrici segnalate da influenti esponenti della politica “romana” e italiana. In sostanza, le artiste non favorite avrebbero fatto pressioni sui loro sponsor perché ostacolassero  il noto direttore al suo ingresso nel cda Rai. 

Un’arroganza inaccettabile per un’azienda più che pubblica rivolta al pubblico. Dalla messa in stampa di questo articolo è partita la caccia alle due “zarine” dal bel caratterino. Pare siano due conduttrici in carico alla rete ammiraglia. Una declassata da una conduzione quotidiana ad una settimanale (declassata secondo lei).

L’altra apparsa sporadicamente in rubriche  di vario genere, con l’aspirazione di una maggiore visibilità e stabilità. A questo punto, nel dubbio, pare che a Viale Mazzini si stia pensando ad un rinnovamento epocale  dei volti femminili (la cui scelta pare sia quasi sempre condizionata da influenze esterne). Ed a una maggiore presenza di volti maschili.

Comunque le stranezze del mondo della tv non finiscono qui. Se la passano male i Direttori, che a quanto pare rischiano il posto per non aver assecondato le richieste del mondo politico (attenzione: una segnalazione va bene, ma il ricatto no), e anche alcuni collaboratori. Pensate che da indiscrezioni ci giunge voce che alcuni collaboratori del canale più visto,  rischiano il contratto per aver rifiutato un prestito alla loro capostruttura (un’altra donna dal carattere forte, ma affetta da sindrome di shopping compulsivo). Autori, collaboratori, programmisti.

Come sempre tutti sanno ma nessuno dice!! Ma che farà l’ Internal Auditing  Rai? (Gubitosi mi sa che anche in quella posizione serva un avvicendamento!) Pare…sempre pare, che alcuni di loro avanzino la restituzione di somme che vanno da mille a ventimila euro…Intanto si taglia. Ieri fino a tarda sera i contabili di viale Mazzini decidevano ulteriori riduzioni ai costi delle produzioni. Attenzione !! Attenzione!! Non è possibile vendere buona frutta e risparmiare sull’acqua ed il concime. In Rai i tagli vanno fatti all’interno, facendo lavorare chi “è più libero”, e ottimizzando la presenza in azienda di circa 1600 giornalisti. Forse i tagli devono iniziare da lì e non dai dirigenti che oggi sono 240 (nel 1994 erano più di 500). Soprattutto riorganizzando ruoli e competenze. Oggi, spesso e volentieri si utilizzano i giornalisti in qualsiasi ruolo a discapito dei dirigenti. Spesso con pessimi risultati.

 

Carlo Brigante

 

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