La Rai come un’azienda normale

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Se gli argomenti proposti da Dg Rai e dalla Presidente Tarantola in Vigilanza si potessero tramutare in atti concreti, ci troveremmo ad una svolta epocale nella gestione del Servizio Pubblico Radio Televisivo. Ecco alcune tra le principali intenzioni. Il non rinnovo dei contratti di consulenza ad ex dipendenti e pensionati. ADRAI (Associazione che raggruppa i dirigenti Rai) ed i vari sindacati plaudono alla decisione. Nello stesso tempo attendono i vertici alla prova del nove. Il rinnovo di un consulente, pensionato da tre anni. Pare che il contratto non sarà fatto (nella forma co.co.pro), ma rinnovato in qualità di autore. Sarebbe questo motivo di scontro. La maniera per aggirare l’ostacolo ed accontentare un conduttore, giornalista ronzante!

Ad ogni modo nessun processo alle intenzioni, attenderemo la prossima settimana. Il consulente scade il 30 settembre. Il discorso dei contratti a pensionati è strettamente legato ad un altro argomento lanciato dal DG. L’azienda è vecchia. Su 250 dirigenti solo 10 sono sotto i 40 anni. Meno di 50 sono gli under 30 tra i dipendenti in generale.  Aggiungiamo noi che il ricambio è bloccato a causa dell’arroganza e dalla smania di potere di taluni personaggi che in azienda bloccano le posizioni da almeno 6 anni. Tra l’altro con scarsi risultati. Altro argomento/impegno è la totale indipendenza dalle pressioni politiche esercitate dall’esterno e dall’interno. I consiglieri non devono fare pressing di alcun genere sui dirigenti. I dirigenti “pressati” sono invitati a riferire al Direttore Generale. Intanto i dipendenti, seguendo l’indicazione del Dg, via e mail continuano a dare suggerimenti organizzativi e sulla spending review.    E’ bello pensare alla Rai come un’azienda normale!

 

Carlo Brigante