Accordo su Rai ok! Tarantola/Gubitosi avanti fino al 2015

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Corrado Passera era già pronto per prendere le briglie del cavallo di viale Mazzini 14. Invece pare che la squadra messa su da Mario Monti possa mangiare la Colomba Pasquale, fare Ferragosto ed il prossimo Natale. Per i tre anni a venire. Bersani non ci pensa proprio a cambiare nuovamente Presidente e Direttore Generale. Il tutto alla base di un gentlemen’s agreement tra il leader Pd ed il Premier uscente.

Tutti e due hanno a cuore l’azienda pubblica. La politica fuori dalla Rai il più possibile. Perché aspettare per le nomine (utili peraltro), alle reti e a Rai News? Non c’è motivo, dato che la politica è sempre più lontana dal palazzo. La maggioranza in consiglio non è “conditio sine qua non” per far funzionare l’azienda.

Grazie al coraggio del tandem Gubitosi-Tarantola, Monica Maggioni è direttore di Rai News. Quando il centro destra era al governo non si sarebbe mai potuto fare. In tre anni hanno solo litigato e bloccato tutta la Rai per parlare di Anno Zero, e della nomina di Gianni Scipione Rossi, ottimo professionista, alla testata parlamentare. Con una serie di veti incrociati, paralizzando gli organigrammi delle reti, mai completati.

Ecco dunque i tecnici! Per il bene della Tv Pubblica è importante la permanenza del vertice attuale. E Bersani lo ha capito. Ci sarà naturalmente un adeguamento psicologico da parte dei protagonisti. Direttori di Reti e Testate. Senza parlare dell’effetto moralizzatore (effetto Monti) che pare ci sia negli ambienti Rai. Tutto più serio e regolare. Si sa che chi sbaglia paga…ora!

Gli unici ancora indisciplinati, contro la Rai e contro i lavoratori sono i sindacati. Il rinnovo del contratto è ancora per aria. Nessuno ha capito (o non vuole capire)  che il “lavoratore” Rai, rispetto al resto del paese (ai lavoratori delle altre aziende) è più tutelato. Siccome i sindacalisti lo sanno, e si vergognano, rispetto ai loro omologhi di altre realtà lavorative, fanno finta di fare i duri! Ma la corda sta per spezzarsi. Alla Telecom si soffre alla grande.

Ore e ore di straordinario che non sono pagate…segretarie (a lavoro dalle 8 alle 22) che sono minacciate di essere spostate dai loro uffici “alle cuffie” (termine per indicare il lavoro al call center, a rischio di esternalizzazione). Forse è arrivato il momento della serietà. Di fare un esame di coscienza. Di rendersi conto che è giunto il momento di mettere l’azienda ed i suoi lavoratori al riparo dallo stato di crisi. Imminente. Altrimenti dall’avere le palle al caldo…si passerà ad avere il culo al freddo!! E l’inverno…quello vero…non si è ancora visto, ma è alle porte!  

Carlo Brigante