Rai Due, primi passi senza coraggio

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Tra le sfide Rai di Luigi Gubitosi, entro il 2013, la ripresa negli ascolti di Rai Due. Storicamente rete di intrattenimento leggero e fiction. Per un pubblico generalista ma giovanile. Palestra della tv di stato per conduttori e comici (da Fabrizio Frizzi a Max Giusti). Oggi canale dal palinsesto schizofrenico. Da Guardì con Villa Arzilla (I Fatti Vostri, Mezzogiorno in Famiglia ndr), alla Cabello per pseudo tifosi della domenica. Eppure, per chi ha memoria, è stata la rete che ha sfornato grandi successi televisivi.

Dagli esperimenti di Arboriana memoria, rete d’informazione con Cronaca in Diretta, di intrattenimento sotto la direzione di Carlo Freccero. Vampirizzata da Raiuno diretta da Agostino Saccà nel 2001, che trasferì sulla rete ammiraglia il pomeriggio di Michele Cucuzza, oggi è in profonda crisi d’identità. Ultima speranza Angelo Teodoli, neo direttore. Cresciuto professionalmente a Rai Due, dove si aggiudicò il soprannome di “mago del palinsesto”. E’ vero che è lì da meno di un mese, ma per i critici, e gli addetti ai lavori il buongiorno si vede dal mattino. Suona molto male che abbia voluto un contratto con Endemol per un programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo che vedremo in marzo. 

Pare che la trasmissione sia un rimescolamento di carte dopo la partita persa su La7 proprio da Endemol. Ma il DG non aveva detto basta contratti a società? Ma a quali società?  A tutte o solo ad alcune?  Poi si rimette un programma il pomeriggio dopo averne chiuso un altro da poco (ricorderete quello condotto da Lorena Bianchetti)? Preannunciamo un’altra sconfitta, perché gli ascolti del pomeriggio su Rai Due a quell’ora sono intorno al 4%. La rivoluzione tarda ad arrivare. Poi, l’Angelo di Rai Due avrà il coraggio di riconvertire l’industria televisiva di Michele Guardì? Per rinnovare la rete bisognerà abbattere e ricostruire. Ma come diceva un noto scrittore del passato “se uno il coraggio non ce l’ha…non può darselo”.

A proposito di coraggio, il Direttore Generale, già coraggioso ad assumere questo incarico,  porterà in consiglio le nomine dei Vice Direttori, e gli organigrammi delle tre reti, per la seduta del 13 febbraio. Consiglieri, vecchi politicanti, e volponi Rai avrebbero giurato che l’argomento fosse rimandato  a dopo le elezioni. Ma perché? Cosa dovrebbe succedere? Poi il dopo elezioni si tramuterebbe in “dopo la nomina del governo, e poi “dopo la commissione di vigilanza”, e dopo il dopo…e mai più. Intanto…paga Pantalone!! La Rai rimarrebbe paralizzata per il piacere dei dirigenti che non vogliono perdere la poltrona.

Il progetto organizzativo di Gubitosi, prevede uno snellimento degli organigrammi con soli due vice, e questo non garba a una serie di dirigenti che vedrebbero la cosa come un demansionamento, e minaccerebbero addirittura la causa di lavoro. Ma l’ufficio legale Rai avrebbe valutato che trattandosi di una ristrutturazione aziendale, i dipendenti che non avrebbero perdite al livello economico, in sede di causa avrebbero la peggio. Senza parlare dei dirigenti pensionabili che non vogliono lasciare spazio ai giovani. Ma il DG, a questo punto, sceglierebbe chi “accompagnare” fuori da Viale Mazzini autonomamente. Caro Gubitosi, “non ti curar di loro, ma guarda e passa…” 

Carlo Brigante