Rai, 100 giorni allo SHOW…DOWN!

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Lo avevamo detto e ripetuto più volte. Così non può andare. Ancora una volta il direttore generale ha dovuto cedere ai veti incrociati dei consiglieri. Dopo aver assunto una società esterna (pagata) per la razionalizzazione delle strutture interne, la quale avrebbe consigliato come miglior organizzazione delle reti una struttura con solo due vice…il dg in consiglio è costretto a proporne 5 per Raiuno, 4  per Raidue, 3 per Raitre. I conti  non tornano. Ma soprattutto è inspiegabile il dietrofront di Luigi Gubitosi. Ormai ci siamo abituati. I soliti nomi, nessuna novità, nessun giovane, addirittura nuove produzioni affidate a società esterne. Lo sappiamo, il cavallo di viale Mazzini non è una bestia facile. E’ bizzarro e imbizzarrito. Ci vorrebbe Buffalo Bill, invece Mauro Masi somigliava piuttosto a Zorro, (invece era il Tenente Garcia). Lorenza Lei pensavamo fosse un’amazzone (invece era Mary Poppins). Su Gubitosi avevamo puntato tutte le nostre speranze…ma come diceva lo slogan di una nota reclame degli anni 80’…siamo scienza non fantascienza! 

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Anche Gubitosi è rimasto intrappolato dalla struttura Rai. L’errore viene da lontano. Mauro Masi arrivato a viale Mazzini, non cambiò il capo del personale. E in Rai, il capo del personale è le gambe e le braccia del direttore generale. Anche la Lei non ha operato il cambio in quella posizione (e si è bruciata). Stesso errore per “Giggino o’ DG” (simpaticamente soprannominato dai dipendenti per le sue origini partenopee). Ancora peggio lasciare il vecchio capo staff. Prima regola per il direttore generale Rai…decapitare le posizioni apicali di funzionamento… va bene! Se ne parla nella prossima vita…

Di contro, grande segnale di indipendenza, il consiglio ha varato le nomine dei vicedirettori delle reti a pochi giorni dalle elezioni. Di cosa vi lamentate, abbiamo detto e ridetto che la Rai non è un’azienda governata dalla politica! Se aspettavamo il 24 cosa sarebbe cambiato, avrebbero nominato Beppe Grillo direttore del TG UNO? Il nostro consiglio è quello di procedere con la riorganizzazione fino al cambio della governance da parte del nuovo governo. Anche se un dubbio sorge all’orizzonte…quando fu varata la Gasparri (i più appassionati ricorderanno) non fu possibile mandare a casa Zaccaria & C. si dovette aspettare la naturale scadenza del cda, per poi procedere al nuovo assetto secondo la nuova legge. Quindi se tra 100 giorni (magari) dovessimo avere una nuova legge per la Rai Tv prima di nominare il fantomatico amministratore delegato, probabilmente, dovremo attendere il luglio 2015.

 

Insomma ne vedremo delle belle.

 

Carlo Brigante