Rai, i nuovi palinsesti arrancano: la qualità paga il suo prezzo!

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Lo avevamo detto a maggio, l’uscita di Daniel Toaff dalla Rai e da Raiuno ha creato un effetto domino che ha prodotto un sensibile calo di ascolti. Mediaset, senza freni inibitori, vince con argomenti pruriginosi. La Rai chiede al pubblico uno scatto d’orgoglio che tarda ad arrivare. Siamo solo alla prima settimana, sarebbe ingiusto condannare dirigenti, autori e conduttori, però i dati parlano da soli. Partiamo da Raiuno, Toaff (prepensionato dal direttore generale Gubitosi) ha abdicato a favore di Maria Pia Ammirati che con coraggio ha lasciato la mattina (dove aveva costruito una fortezza d’acciaio) per occuparsi di Vita In Diretta.

Editorialmente è stato chiesto un cambio di passo, meno gossip, meno cronaca, cambio degli opinionisti, meno salotto, più autorevolezza. Tutto questo ha un prezzo, meno ascolti, e armi spuntate verso la concorrenza che senza limite parla di argomenti popolari senza alcuna attenzione verso la sensibilità dei telespettatori quasi tutti interessati a spiare “dal buco della serratura”. La freddezza della Perego, rispetto al calore della Venier si paga. Franco Di Mare, autorevole professionista, è ancora con la testa al mattino, nel suo salotto politico, non usuale per quell’ora (bastava vedere i dati del Tg Parlamento).

Purtroppo la partenza è anche  penalizzata dagli scarsi ascolti di Verdetto Finale. Invece la D’Urso parte con il 22 percento che lasciano le soap di grande successo. Al mattino non andiamo meglio. Continua il disastroso effetto domino provocato dall’uscita di Toaff. Ludovico Di Meo, già vicedirettore di Raiuno dell’era Mazza, prende il posto dell’Ammirati al mattino con una squadra indebolita dall’uscita di Franco Di Mare, che ormai era un volto di riferimento per lasciare il posto a Duilio Gianmaria, stressato da Unomattina Estate, dall’incalzante Rinaldi, e da Petrolio. E’ lontano l’obiettivo di fascia del 23 percento. 

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Il CAFFE’ è amaro tra il 7 e l’ 8 percento, tiene il cuore storico del programma tra le 6.45 e le 9.30 al 20 percento, soffre tutto il resto: Verde, Rosso (Storie Vere, molto drammatiche e drammatizzate) e il rosa con il magazine (sono soldi buttati). Al mattino dove abbiamo bisogno di rubriche di servizio apriamo un salotto buono di quart’ordine condotto senza cuore da un’altera ed altezzosa Lorella Landi, al tramonto della sua stella (di pari passo con quella del suo sponsor è questione di ore). Ultima nota è per la regia. Troppi primi piani angusti alle amazzoni del mattino, che hanno poco da dire e da mostrare, brutte pettinature e fotografia da ospedale, si passa dall’azzurro, al profondo rosso, al verde sala operatoria, non parliamo del resto.

Su Raidue, la Balivo non paga, si affanna a risolvere problemi (non richiesta se non dagli autori che devono portare a casa lo stipendio a fine mese). Con la sua faccetta spigolosa, a volte con un fiocco rosso in testa, alla Minnie (senza Topolino). Purtroppo la Rete Due stenta a trovare una sua anima, attendiamo l’esordio di Savino a Quelli che…Dopo aver licenziato la Cabello, la Raffaele il Trio Medusa…che dire loro troveranno certamente un programma, Teodoli un posto di lavoro non so. Su Raitre calma piatta, resistono solo i programmi di Lio Beghin (autore trent’anni orsono di Chi l’ha Visto, e non solo)!

Intanto ieri in Consiglio d’Amministrazione, due esponenti del pdl attaccano Leone, per gli scarsi risultati (in effetti uno per il mancato ingaggio di un conduttore, l’altro per l’estromisione nella rete di un dirigente…poco diligente). Tutto fumo e niente arrosto!

Carlo Brigante