Rai, piano Gubitosi: dirigenti allo sbaraglio

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Grande soddisfazione negli ambienti Rai per gli argomenti presentati dal direttore generale nel corso di una convention che ha riunito tutti i dirigenti dell’azienda. Spesso nell’azienda pubblica radiotelevisiva si lavora a comparti stagni. La mano destra non sa cosa fa la sinistra, quindi il dg ha voluto riunire tutti gli “apostoli” per spiegare i lavori in atto nei cosiddetti “cantieri” aziendali”. Un grande progetto che rilancerebbe la Rai. A detta dei partecipanti la sensazione (dopo 9 ore di relazione) al termine dei lavori è che la Rai esiste. Emerge l’immagine di un’azienda normale. Ci raccontano che i relatori erano introdotti da spezzoni di grandi film che ispiravano simpaticamente l’argomento che sarebbe poi stato spiegato.  Molti apprezzamenti per il “cantiere” illustrato da Fabrizio Piscopo, a capo della ex SIPRA, ora Rai Pubblicità. Finalmente un tecnico vero alla guida della società che raccoglie pubblicità per i 14 canali. Piscopo avrebbe spiegato che ora la pubblicità viene raccolta su tutto il territorio e proponendo spot a tutti i clienti potenziali. Invece una volta si marciava col freno a mano, esistevano solo investitori storici, ed alcune aziende non erano mai state neanche contattate “per offrirgli un caffè”. Quasi come se la Rai dovesse viaggiare col freno tirato. Altra novità, meno raccolta pubblicitaria in base allo share ed agli ascolti, ora si vende il QUALITEL. La Rai è la Rai e per tale va rispettata! Altra novità, si iniziano a vendere anche piani di comunicazione sui canali digitali. Piscopo tra gli applausi ha concluso complimentandosi con i dirigenti per la grande capacità di produrre ottima tv direttamente, al contrario di SKY (dove lavorava) che invece si limitava ad acquistare prodotto presso terzi. Accolto, e congedato, con entusiasmo anche il nuovo direttore finanziario “Rossotto”. Ci avviciniamo al pareggio di bilancio, anche con un grande deficit della tassa di possesso dei televisori. Tassa incassata dallo stato, e decurtata del 40 percento, solo dopo qualche anno viene girata alla Rai. Insomma la scalata è difficile ma non irrealizzabile. Qualche muso lungo solo da parte dei direttori delle reti non coinvolti in alcun cantiere di lavoro. L’editoriale era rappresentato dal Vice direttore generale Antonio Marano! Molte le critiche in diretta online da parte di Giancarlo Leone direttore di Raiuno, unico dirigente anziano rimasto dopo gli ultimi 600 prepensionamenti. L’unico candidato alla prossima direzione generale per il dopo Gubitosi