Rai, tremano i fondoschiena di direttori e vicedirettori

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Rai vertici pericolo poltrone dopo vittoria matteo renzi

Scrivevamo (vedi correlato) non senza malizia: Rai, arriva Renzi, mamma mia! E non andavamo lontano dal vero a sentire il brusio indistinto che percorre corridoi, uffici e studi dell’emittente pubblica. Tremano soprattutto i fondoschiena di vice direttori, direttori di Tg e di Rete. A cominciare dalla poltrona più importante (quasi una sedia elettrica) che sta in cima al Tg1.

Si mormora che Mario Orfeo sia terrorizzato all’idea di una sua sostituzione con Enrico Mentana che negli ultimi tempi, con il suo Tg7, non si è risparmiato in apprezzamenti nei confronti di Matteo e strizzatine d’occhio ai grillini. Una vera e propria rivoluzione renziana che turba i sonni a decine di giornalisti abituati al loro sonnolento tran tran che potrebbero venir messi in riga dal decisionismo di Chicco  piuttosto autoritario nella gestione delle sue redazioni. Anche il vice direttore della Rai Antonio Marano non dorme sonni tranquilli da quando si è sparsa la voce della sua sostituzione con Luigi De Siervo, fiorentino doc, classe 1969 direttore commerciale di quella Rai in cui lavora dal 1999, ma soprattutto  Renziano della prima ora.

Uno che non ha bisogno di fare la fila per impetrare favori dal sindaco di Firenze come ormai stanno facendo tutti; direttori giornalisti, conduttrici, uscieri, nani e ballerine. Tutti lì a saltare sul carro del vincitore dopo che Bersani, con diabolica quanto imprevidente astuzia, volle mettere due esponenti della fantomatica ‘società civile’ nel Cda in testa al corpaccione della pubblica emittente.

Ma, ci chiediamo, esiste davvero il Pd in Rai? O meglio, è davvero così condizionante come lo è stato Berlusconi per 20 anni? Se così non fosse giusto e buono sarebbe dare l’assalto alla nuova diligenza nella speranza che il rottamatore vinca qualcosa di più delle primarie.

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