Rai, ma quanto sono meritati gli stipendi d’oro dei dirigenti?

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Rai, gli stipendi d'oro dei dirigenti

E’ giusto che un top manager guadagni delle cifre così alte fino a sfiorare o a superare il milione di euro? E in un’azienda pubblica come la Rai è corretto che un dirigente mediamente superi i duecentomila euro?

COMPENSI – Noi pensiamo che il valore dello stipendio sia direttamente proporzionato alle capacità di produrre fatturato. E’ un po’ come lo “scandalo” di un giocatore campione di calcio, guadagna molto ma fa tanti goal, il successo riempie lo stadio, e il suo compenso è sempre determinato dagli incassi. Queste regole di economia spicciola ovviamente non hanno alcun motivo di esistere in un’azienda come la Rai.

LA REPUTAZIONE – Prendiamo ad esempio i tre direttori delle reti generaliste, sono loro che dovrebbero garantire gli ascolti, la reputazione dell’azienda, portare a casa gli introiti della pubblicità. Un ruolo importantissimo: la sicurezza e il futuro del posto di lavoro di migliaia di persone sta nelle loro mani. E quindi non sarebbe uno “scandalo” che la bravura e la professionalità venisse ricompensata adeguatamente. Ma appena ci caliamo nella realtà delle tre reti televisive vediamo quanto il rapporto tra stipendio e prestazioni sia veramente deludente.

GLI ERRORI – Il trio Leone, Teodoli, Vianello hanno infatti commesso una serie di imperdonabili errori portando Raiuno, Raidue e Raitre in una voragine disaffettiva da cui sarà difficile riemergere. Una linea comune ha guidato la rotta di tutti e tre: nessuna innovazione e nessuna politica editoriale. Raiuno in particolare ha raggiunto il minimo storico in tutti i programmi della giornata. I trecentocinquantamila euro di stipendio che ciascuno percepisce non hanno garantito la prestazione che ci si sarebbe dovuti attendere. Anzi, a dir la verità, ci pare che è stato buttato via tanto denaro pubblico.

SOLUZIONI – Che fare? In qualsiasi azienda del mondo, anche per rispetto agli altri dipendenti che navigano su 1500 euro al mese, si sarebbe ricorsi al licenziamento. Ma in Rai  (come diceva lo spot della De Rica) “Non si può”. Forse il Cda qualche provvedimento lo potrebbe imporre, ad esempio pretendere che il salario di un dirigente sia legato ai risultati ottenuti. Niente di strano, si fa in tante parti del mondo, ma il pianeta Rai è diverso da tutti. Noi non disperiamo, il buon senso ci dice che questi sprechi di denaro non potranno continuare all’infinito…

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