Rai, Giancarlo Leone studia il nuovo assetto della sua direzione

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Rai Giancarlo Leone nuova direzione

Il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, dopo aver cucinato a puntino lo spezzatino dell’autunno e incollato sul palinsesto tutte le figurine delle donzelle al posto giusto, instancabile com’è, con atletica baldanza, sta studiando l’ipotesi di un nuovo assetto della sua direzione.

LE SOLUZIONI – L’imminente uscita di Maria Pia Ammirati da Raiuno per approdare alla Direzione della Cineteca, ha già aperto uno spiffero, una corrente d’aria che starebbe spingendo verso nuove soluzioni organizzative, come spesso accade in Rai. Infatti il direttore Leone avrebbe intenzione di eliminare tutte le vicedirezioni nella rete, un suo pallino, come fece a suo tempo nella Direzione Intrattenimento (a proposito, anche quell’avventura diretta da @Giankaleone finì in maniera catastrofica con danni d’immagine ed economici facilmente calcolabili), e quindi il direttore di Raiuno coltiverebbe l’idea di passare tutte le funzioni operative alla figura del capo struttura.

MOVIMENTO DI POLTRONE – A questo punto azzerando i vicedirettori si creerebbe un bel movimento di poltrone. Al posto dell’Ammirati andrebbe comunque Maria Vittoria Fenu, dirigente che si è fatta le ossa a Raitre, mentre Angelo Mellone che bramava con tutte le forze quel posto, dovrebbe sondare altre vie, forse anche quelle della “conoscenza”, lui che è un intellettuale, potrebbe nell’attesa imparare come si fa la televisione. I manager di Raiuno sarebbero già in fermento. L’ingegner Rosa Anna Pastore, vicedirettore vicario, con un caratterino niente male, come la prenderebbe?

ALTRE IPOTESI – Sembra che invece l’altra vice, l’ingegner Roberta Enni, sarebbe propensa a dedicarsi alla parte editoriale e accetterebbe anche la responsabilità del programma Petrolio che le sta particolarmente a cuore. Insomma un’altra rivoluzione in atto. Una vocina cattiva ci ha fatto pensare che il direttore Giancarlo Leone avrebbe in mente questa soluzione perché i capostruttura possono essere nominati direttamente dal Dg, senza passare dal filtro del Cda, che ha competenza solo sulla nomina dei dirigenti dal vicedirettore in su. Ma ci domandiamo: il Cda della Rai esiste? E’ solo uno strumento prono ai voleri del dg Gubitosi? Certo è difficile immaginare che, in questa fase politica, qualche consigliere batta un colpo, anche perché in realtà lo fanno solo i fantasmi.

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