Raidue, tutti puntavano su “The Voice”

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the voice 2014

Se l’unico “successo” di questa stagione sembra essere “Made in Sud”, raggiungendo l’8% di share, ben sopra la media del prime time di Rai 2 che viaggia attorno al 6,50% e non del 7,50% come dovrebbe mantenere, diversamente è per la seconda stagione di “The Voice”.

LO SCORPORO – La dirigenza Rai fin dalla prima edizione ha sempre sperato in un 18% di share di ascolto (tenuto nascosto alla stampa), un dato mai confermato dall’Auditel nemmeno con la FINALE (14,87 % sh) dell’ultima puntata. Il miglior risultato fu raggiunto nella terza puntata con il 15,58% . Quest’anno, nonostante l’intenzione sia quella di crescere nel “voler far qualcosa in più”, ha sortito un effetto diverso, forse proprio il cambio del giorno di programmazione dal giovedì al mercoledì, perché secondo Teodoli non c’è offerta né interna, infatti Rai1 è spenta, né esterna. Risultati in picchiata: si passa dall’11,15% sh della prima puntata al 9,2% sh della seconda. Dalla terza si attivano i poteri magici, così come avviene per Detto Fatto con l’anteprima Light e il programma vero e proprio. Ovvero arriva in soccorso lo scorporo che dovrebbe aiutare ad alimentare l’ascolto. Per The Voice di mercoledì scorso tre parti distinte: Anteprima il “Fenomeno Mondiale” di suor Cristina Scuccia ha racimolato il 5,09% sh, la Presentazione un 8,81% sh e il Programma 12,92% sh. Con un netto di 8,94% sh, ovvero la vera media. Mercoledì scorso lo scorporo in sole due parti: Anteprima, 8,58% sh e il Programma 14,33% sh, per un netto migliore di 11,45% sh. Ma qualcuno pensa che è comunque un successo, compreso i commenti negativi che corrono sui social, perché dopo le 23 l’ascolto si impenna tra il 15-22% sh e basterebbe solo questo per salvarlo. Dimenticando che il bacino dei milioni di telespettatori è dimezzato, rispetto a chi era davanti alla tv alle 21,10, pur ottenendo uno share alto, sempre buono in seconda serata.

L’AMICO DI MARANO – Lo scorso anno, mentre tutti erano intenti a provare per le registrazioni, c’è chi si aggirava negli studi di Via Mecenate a Milano e farsi fotografare sulla poltrona rossa dei giudici-coach con pulsantone, o meglio chiamato da Pelù & Co. “il capezzolone”. Foto pubblicata su twitter dalla neo suocera Eliana Bosatra del produttore e capoprogetto dello stesso programma, Pasquale Romano che sospirava un… ” lui è troppo bello” riferito a un tale Federico Russo. Un ragazzo di 34 anni, perché il direttore Teodoli aveva necessità di virare sul volto giovane (solo 7 anni lo separa dall’ex conduttore Fabio Troiano voluto dal Pdl). Russo, enfant poco prodige, è sospinto invece fin dalla sua direzione di Rai 2, oggi vice direttore generale Rai, Antonio Marano, che guida continuamente il suo amico Teodoli, nomina spinta assieme a Lorenza Lei.

CONSULENZA PRESTA – Lucio Presta è consulente, di cosa non è dato sapersi e affianca il vero consulente musicale, Gianmarco Mazzi. Per Lucio il potere è fondamentale: o prende in mano l’intero Festival di Sanremo o è consulente per la città di Sanremo o si offre a The Voice. In cosa consiste la propria consulenza e a quanto?

VOCE COSTI – Se i programmi di normale prima serata per Rai 2 si aggirano tra i 200 e i 400 mila euro, per The Voice, i costi iniziali della scorsa stagione, compresa la mega campagna di marketing e lancio, sono stati e lo sono ancora decisamente più alti. Attorno a 1 milione e 200 mila euro a puntata per il 2013, oggi stimati invece poco sotto il milione di euro, sempre a puntata, nonostante le prime 9 puntate (le restanti 5 in diretta come da meccanismo) siano registrate e quindi i costi dovrebbero essere abbattuti o meglio ammortizzati. Un format internazionale i cui diritti di licenza pesano molto e di certo ha portato ben poco alla bistrattata Rai 2 che dovrebbe curarsi, disintossicandosi specie dalla politica, se rivuole riportare al centro quel famoso pubblico attivo di cui è potenzialmente dotata. Auguri.

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