Rai, stipendi ridotti ai dirigenti. Come faranno a vivere adesso?

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Nella sala delle torture del castello maledetto della Rai, insidiato dall’amianto ma anche da Matteo Renzi, si elevano durante la notte grida di dolore e pianti disperati. Molti degli abitanti dei condomini di via Pasubio, adiacenti al palazzo di viale Mazzini, hanno denunciato alla polizia strani rumori durante le recenti feste pasquali. Soprattutto provenienti dal settimo piano. Urla e lamenti che hanno fatto pensare a uno strano cerimoniale, vicino a un sabba, qualcuno ha immaginato addirittura che il palazzo fosse infestato da fantasmi.

TOP MANAGER – In realtà noi abbiamo saputo la verità. Le tante stanze accese durante la notte di Pasqua e Pasquetta erano quelle di numerosi top manager che hanno rinunciato ai tanti viaggi all’estero per infilarsi nei loro uffici e con la calcolatrice hanno trascorso le ferie a valutare le riduzioni di stipendio che le recenti disposizioni di Matteo Renzi hanno reso operative. “Con 240mila euro all’anno cosà riuscirò a fare? Povero me?”.  Soprattutto Luigi Gubitosi intrappolato nel suo destino ingrato, dal sogno di entrare a Terna con le luci sfavillanti del successo a vivere nella sua stanza a viale Mazzini a lume di candela. Dopo aver controllato sui tasti della calcolatrice, il misero stipendio che lo aspettava, da circa 30mila euro netti al mese a 8mila, avrà pensato che ormai era al lumicino, la sua vita stretta nella morsa della miseria. Ma anche dalle altre stanze si è alzato il suono del ticchettio nervoso sulla tastiera della calcolatrice.

GLI AMICI – Un concerto disperato, gli amici di Gubitosi, Camillo Rossotto, Alessandro Picardi, Costanza Esclapon, Adalberto Pellegrino, si domandavano in coro: come riusciremo a sopravvivere? Sarebbe stato meglio rimanere in Alitalia o in Fiat o in Wind! Perché abbiamo seguito Giggino? L’ululato più forte è stato quello di Antonio Marano, ciclista e leghista, che insieme al suo adorato direttore di Raidue Angelo Teodoli (The king of the flops), con la partecipazione straordinaria della sua segretaria Manuela Chiesa, ancora non è stata nominata dirigente, hanno intonato un pianto da nibelunghi, lungo e cadenzato. Come sarà la mia vita di direttore con 6mila e 200 euro al mese?  Solo un ingenuo signore dirimpettaio di viale Mazzini ha immaginato che quei dolenti suoni fossero originati dalla buona coscienza dei dirigenti, addolorati per aver portato la Rai sull’orlo del disastro. Sciocca immaginazione. Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, piangeva per il suo stipendio decurtato e non per aver trascinato la rete nel peggior risultato di sempre. Noi sappiamo per certo che da oggi in tutte le sale mensa della Rai i dipendenti hanno organizzato un raccolta fondi. Vicino alla cassa sarà disponibile un piccolo salvadanaio dove poter mettere l’offerta per i top manager della Rai in difficoltà. Un aiutino necessario per chi da domani dovrà affrontare la vita grama del povero. Chiediamo a tutti di metter mano al portafoglio. Un gesto di umanità. Aiutiamo Gubitosi, Lei, Leone, Teodoli, Vianello, Marano ect. ect. a riprendere il sorriso della vita. Contribuiamo con generosità.

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