Rai, Techetechetè e quell’offesa a Supervarietà

Un'eredità difficile e illegittima. La lettera dello storico autore paolo De Andreis

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Techetechetè su Rai Uno
Techetechetè su Rai Uno

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del dottor Paolo de Andreis.

Il Fatto del 27/12/2014 a pag. 17 titola: techetechetè, l’eterno gioioso funerale della TV . Questo programma come e’ noto a tutti gli addetti ai lavori è erede illegittimo del mio Supervarietà andato in onda nell’acces prime time di Raiuno, per oltre dieci anni con successo di Auditel e soprattutto di critica. Dal 2010 il Dott. Michele Bovi ne cambiò titolo e ritmo. Marco Molendini sul Messaggero scrisse: con De Andreis in pensione anche il titolo. Da quanto mi risulta il Capo Struttura dott. Bovi ha il solo incarico della gestione del “gioioso funerale” (il Fatto) per cui ha tutto il tempo di confezionare durante tutto un anno, una puntata strepitosa che il giorno di Natale deve essere un grande successo di pubblico e di critica, se realizzata con il prezioso materiale delle Teche Rai, scelto adeguatamente per la giornata natalizia e con il giusto ritmo. Nel modo come e’ stata realizzata la puntata e’ risultata gravemente offesa la memoria di SUPERVARIETA’ e del suo storico autore Paolo De Andreis. Non è il 12 di share che offende, ma la giusta critica che ha fatto seguito alla messa in onda. Per realizzare questo tipo di programmi e’ necessario essere del mestiere. Bisogna però riconoscere che il manufatto ha battuto in Auditel la fiction Ulisse e si è avvicinato a Francesco. Io che collaborando con Zeffirelli ho realizzato il Suo Francesco, con Rosi Uomini Contro, con Bertolucci Novecento, con Montaldo il Marco Polo, con Brusati Pane e Ciccolata ed altri Capolavori con Bolognini, ho pieno titolo per felicitarmi con Tinni Andreatta alla quale proposi il Matteo Ricci e lei mi rispose: non ci interessa. Amo Raiuno e mi fermo qui. I critici siete Voi.

Paolo De Andreis.

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