Rai, nessuna prima serata per Charlie Hebdo. Colpa delle stelle cadenti

Gli spettatori si sono rifugiati su La7 in compagnia di Enrico Mentana o su altri programmi stranieri per seguire i fatti

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Rai Charlie Ebdo prima serata

Ancora una volta la Rai è sulle prime pagine dei giornali. Non perché è stato realizzato un bel programma tv per compensare l’orrore dello speciale della befana della Prova del cuoco, ma semplicemente perché nonostante i fatti accaduti a Parigi nessuno ha deciso di dedicare una prima serata all’attentato a Charlie Hebdo, come è accaduto in tutto il mondo.

LE CARENZE DEL SERVIZIO PUBBLICO – A quel punto gli spettatori si sono rifugiati su La7 in compagnia di Enrico Mentana. Come spesso capita sono altre emittenti che coprono le carenze del servizio pubblico. In questa occasione si sono schierati contro il direttore generale Luigi Gubitosi tutti i rappresentanti delle forze politiche italiane. Giustamente si è riproposto l’antico dilemma: perché pagare il canone se la Rai non riesce a garantire il servizio pubblico? In realtà l’azienda pubblica non considera mai che i soldi con cui è finanziata provengono dalle tasche dei cittadini, ma si comporta come se fosse a tutti gli effetti un’azienda privata, (forse per evitare di sottostare alla regola degli stipendi dei manager sotto i 250mila euro, alla disciplina degli appalti pubblici, alla trasparenza?). Comunque basta vedere come la cultura venga conficcata come un salame nelle peggiori ore del palinsesto, per comprendere le scelte editoriali di questo manager che non ha mai amato la Rai. Il bello è che tutte le polemiche non sembrano mai scalfire il dg, lui continua la sua opera come se niente fosse, senza pensare che non sta gestendo linee telefoniche ma programmi televisivi. Nelle stanze che contano, però, si comincia a fare un bilancio della sua gestione.

 

I DUE ASSI NELLA MANICA – Molti di voi si ricorderanno come fin dall’inizio “Giggino” fece sapere a tutto il mondo occidentale che i due assi nella manica per il futuro dell’azienda sarebbero state solo due persone: Monica Maggioni, la giornalista più brava dell’universo (secondo il dg) e Andrea Vianello, il più bravo manager creativo d’Italia. Le due stelle sono partite luminose, lentamente hanno perso lucentezza, per diventare cadenti. Oggi Monica Maggioni che ha avuto tutti gli investimenti per lanciare il suo Rainews, giace vicino allo zero termico d’ascolto, il suo tg è veramente sorprendente, soprattutto la mattina quando anche la scenografia aiuta a cambiare canale. Come si può fare un fondo per metà coperto da un rosso splendente, tanto che non si riesce a centrare con chiarezza il conduttore? Certamente la Maggioni resterà nella “Storia della tv di Aldo Grasso” solo per le sequenze di un film porno trasmesse nel primo pomeriggio da Rainews. Andrea Vianello in pochi mesi è riuscito a fare quello che dopo tanti anni non era riuscito mai a nessuno: distruggere Raitre. Tutte le sue invenzioni “creative” sono precipitate miseramente, non solo nell’ascolto ma anche nelle critiche dei giornali. A questo punto noi ci auguriamo che il “sole” Luigi Gubitosi che ha illuminato le due star concedendo loro tutto e tutti, possa finalmente perdere lucentezza e ritrovarsi presto, tra le stelle cadenti del firmamento Rai. Certo dovremo aspettare il momento giusto. Noi facciamo una profezia: sarà l’11 agosto giorno in cui ricorre la nascita di Santa Chiara, la protettrice della tv. Una notte in cui il cielo sarà sicuramente affollato di stelle cadenti.

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