La pubblicità della Rai finisce sul blog di Grillo. E’ polemica

Bonaccorsi (Pd): «A che serve avere trecento dirigenti con un numero totale di molto superiore anche alla Bbc, se poi si verificano queste leggerezze?»

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«Rispondendo alla mia interrogazione, la Rai ammette di aver acquistato spazi pubblicitari che sono finiti anche sul blog di Beppe Grillo, l’organo ufficiale di un partito politico. Il servizio pubblico annuncia, solo ora, che eviterà che si ripetano episodi del genere in futuro. Sono stati presi provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato?».

LA DENUNCIA – Lo ha dichiarato in una nota la deputata del Partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, componente della commissione di Vigilanza Rai. «A che serve avere trecento dirigenti – ha aggiunto Bonaccorsi – con un numero totale, compresi i dirigenti giornalisti, di molto superiore anche alla Bbc, se poi si verificano queste leggerezze? La Rai fa sapere che non ha acquistato direttamente spazi sul sito di Grillo ma che è stato utilizzato il servizio di advertising di Google, attraverso il quale la pubblicità Rai è finita sul sito del Movimento 5 stelle. Solo ora Viale Mazzini dice di
aver provveduto a fornire indicazioni correttive a Google per evitare che si ripetano episodi di questo tipo. Possibile che nessuno abbia pensato prima di cautelarsi?».

CHIAREZZA – «La Rai, servizio pubblico pagato con il canone degli italiani, non sa neanche in quali siti finisce la sua pubblicità? Sarebbe opportuno – ha concluso Lorenza Bonaccorsi – che il servizio pubblico chiarisse chi ha preso la decisione e se siano stati presi provvedimenti».

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