Rai, il bello della diretta e il clamoroso flop di Raffaella Carrà

La scalata per ottenere qualche punto in più di share ci sembra difficile. Anche perché la trasmissione si avvale di personaggi plastificati, con regia e montaggio che creano solo confusione

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Forte Forte Forte

Ha fatto clamore sui giornali l’insuccesso di Raffaella Carrà. “Forte Forte Forte” voluto “fortemente” da Giancarlo Leone è andato ben al di sotto delle aspettative con il suo 15% di share, soprattutto considerando il costo che si aggirerebbe sul milione a puntata.

LA RICERCA DEL COLPEVOLE – Quando scoppia il flop inizia spasmodica la ricerca del colpevole. Di chi sarà la responsabilità se “Forte Forte Forte” ha una curva di share non bellissima, partito bene e poi minuto dopo minuto ha perso spettatori, in una serata senza concorrenza? Nella redazione ci sarà stato un gran fermento: gli autori, la Carrà, il produttore Ballandi avranno trascorso nottate insonni per modificare lo show, ma il “dramma” che hanno dovuto affrontare è stato ben superiore a quanto si possa immaginare: tre puntate della trasmissione erano già state registrate e montate.

IL DUBBIO – Difficile quindi modificare un prodotto già chiuso nella sua bobina. Si saranno domandati: perché non siamo andati in diretta come ha sempre fatto la De Filippi? Ormai l’errore è stato commesso con molta leggerezza e come sempre ci domandiamo: ma i responsabili come @Giankaleone direttore di Raiuno non potevano intervenire prima? E il produttore Ballandi che ha vissuto la sua vita coltivando il bello della diretta, come mai si è lasciato “ingannare” dalla richiesta della Carrà? Oggi la situazione pare gravissima al punto che la Rai potrebbe spendere due milioni di euro in più per registrare nuovi pezzi e integrare le vecchie puntate montate. La notizia è stata smentita seccamente dall’azienda, ma un esborso di denaro pubblico ci sarà per forza, almeno che non si provveda con un miracolo contabile. A questo punto aspettiamo la prossima puntata per capire quali accorgimenti saranno stati presi, certo che la scalata per ottenere qualche punto in più di share ci sembra difficile. Anche perché la trasmissione si avvale di personaggi plastificati e banali, con una regia e un montaggio assolutamente sconclusionato, che crea solo confusione. Forse si pensava di fare un video musicale di due ore filate? Tanto che coloro che hanno seguito tutta la trasmissione alla fine avranno avuto forti giramenti di testa. Dopo tanto tempo sembrerebbe che il regista Japino si sia anche dimenticato della vecchia regola dello scavalcamento di campo. O è stata una scelta innovativa?

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