Rai, Mezzogiorno Italiano la fiera delle banalità

Il programma della coppia Ciampoli-Quaranta non convince. L'involuzione della rete ammiraglia continua

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Mentre Uno mattina Estate con la coppia Zucchini-Celan è precipitata nel record d’ascolto più basso della sua storia, imperterriti seguono a ruota Effetto Estate (praticamente senza concorrenza) e Mezzogiorno Italiano.

L’opera di demolizione del daytime da parte della coppia Leone-Di Meo iniziata in inverno sta concludendosi con successo in estate. Una bella soddisfazione anche per il vicedirettore generale Marano, per tutto il Cda, e il dg Gubitosi, che si dice: vanno via… dovrebbero… rimangono… Nell’incertezza di cosa sta per accadere alla Rai, noi non possiamo che registrare la cattiva qualità dei programmi.

FLOP ITALIANO – Un esempio è sicuramente Mezzogiorno Italiano, che doveva essere uno spaccato sull’Expò di Milano ed è diventato un contenitore senza capo né coda. I due conduttori non riescono ad approfondire (come avviene invece nel Tg de La7) i grandi temi mondiali che l’Expò dovrebbe sensibilizzare: lo spreco, la fame, la ridistribuzione delle risorse. Il programma dovrebbe cambiare titolo, potremmo intitolarlo “La fiera delle banalità“. Udite, udite. A Mezzogiorno italiano ci hanno fatto vedere come si prepara la focaccia e la pizza. Una novità cosmica, che anche l’astronauta Samantha Cristoforetti avrebbe trovato banale se qualcuno le avesse chiesto di farla nello spazio. Ma vediamo nel dettaglio. Che Mezzogiorno Italiano non sia benedetto dall’Auditel si capisce subito dal fatto che i conduttori partono in quarta, urlano, ridono, scherzano, si dimenano, tanta confusione per niente. Una Arianna Ciampoli super elettrica ha aperto il tema del pane in studio invitando il fornaio più noto “de Roma” e molto frequentato dai dipendenti della Rai, un certo Bonci, a via Trionfale. E cosa si è fatto di tanto innovativo? Abbiamo visto come il sor Bonci realizza la sua extra-ordinaria focaccia con i pomodori. Ma non solo, a eccitare il clima c’era anche un collegamento con una certa Serena Magnanesi, inarrestabile, strepitante, partita in quinta, si muoveva da un punto all’altro di una piazza di un paese della Basilicata, sindaco compreso con fascia tricolore, dove erano stati allestiti vari stand di cibo, fritti, pane ect. Tra uno scoppio di petardo e l’altro più che sul copia-incolla di Linea Verde  sembrava di stare sulla Linea Maginot, dove alla Magnanesi mancava solo l’elmetto in testa.

QUARANTA L’INDECISO – Poi è giunto il nostro momento cult, è arrivato Federico Quaranta, in diretta-montaggio dall’Expò. Noi abbiamo sottolineato più volte che un bravo conduttore radiofonico non è detto che sia capace anche in tv. Il sor Quaranta lo mostra ogni giorno nei suoi filmati, mentre le sue colleghe partono sgommando, lui si avvia in retromarcia, lento e impacciato, con gli occhi che con una certa trepidazione guardano la telecamera. Sembra domandarsi: vado bene oggi? Con tristezza ha tirato dal forno una piccola pizza tonda apparentemente appetitosa, ma anche lei è diventata mesta con il passar del tempo. E’ evidente che la coppia Leone & Presta non è d’accordo sul giudizio nostro e dei telespettatori, visto che Federico Quaranta appare come un prezzemolino ovunque, nonostante i suoi flop certificati. I misteri della vita.  Resta l’amaro in bocca nel vedere ancora su Raiuno “un programmino sottiletta”, appena condito d’olio biologico, pomodoro, e qualche sorriso strizzato dalla fretta.

CONSIDERAZIONI – Cosa potrebbe essere rimasto nel cuore del telespettatore? Il nome del fornaio Bonci che è stato citato decine di volte. O della gioiosa Ciampoli che non si capisce perché abbia accanto un’ospite che non fa mai parlare, come la Clorinne Clery ad esempio. L’interprete di Histoire d’O poteva aggiungere suggestioni ulteriori sul pane? Un politico di tanti partiti fa avrebbe detto: ma che ci azzecca? Effettivamente Mezzogiorno Italiano non ci azzecca con la tv, è un programma che non si capisce a chi possa servire, sicuramente non di certo ai telespettatori che lo frequentano sempre di meno. Effettivamente a quell’ora la maggioranza sono sessantenni, ma perché Giankaleone continua a considerare questi teleabbonati una platea un po’ sempliciotta e sprovveduta? Sbaglia. Commette un errore di marketing clamoroso, dovrebbe farsi un esame di coscienza: forse non se n’è accorto, ma anche lui ormai sta in quella categoria di Auditel. Continua…

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