Rai, lettera alla Befana: che il 2017 sia ricco di “cultura”

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Carissima Befana…

ci rivolgiamo a Lei perché Babbo Natale ormai è un attore sovrappeso che compare solo negli spot della nota bevanda gassata e pertanto non gode più della nostra simpatia. Fiduciosi del significato intrinseco che la sua figura porta con sé ci aspettiamo davvero che per questo 2017 avvenga un’Epifania, soprattutto nelle teste e nei cuori di chi dirige la Rai. Ci piacerebbe tanto che nella calza che i dirigenti troveranno appesa al camino di design che il lauto stipendio consente loro di avere in casa ci sia il dolce della “consapevolezza”, quella di essere la prima industria culturale del paese e che questo è un compito che dovrebbe essere portato avanti con serietà e non rispondendo solo al telefono alla pressione di turno del potente.

Ci piacerebbe anche trovare tanti di quei dolci di quella marca che abbiamo assaggiato ultimamente, i Torroncini “Angela”, che se mangiati in prima serata portano a casa 5 milioni e passa di telespettatori, quelli sì che sono buoni non come quelli al “Petrolio” che hanno provato a farci assaggiare poco dopo. E’ possibile fare cultura ed avere un ampio consenso popolare ma per farlo bisogna avere l’umiltà e la passione per quello che si fa e non solo la tronfia volontà di apparire: ci vuole sostanza, anche e soprattutto quando la forma non è nemmeno di buona confezione. Tra i doni che vorremmo ci sarebbe anche quello di un buon giardiniere che curi per bene l’albero al quale siamo più affezionati, quello di Rai1, uno bravo e competente ma soprattutto uno che non tremi come una foglia ad ogni raffica di vento, uno che sappia potare definitivamente quei rami che fanno perdere solo Tempo e denaro per giungere anche a quel Verdetto Finale che di pomeriggio va trovata una soluzione definitiva che non sia solo il gioco delle tre carte, un giardiniere che spieghi bene i titoli dei programmi, perché non si è capito se al mattino quelle Storie sono Vere, Nere o troppo Serie che poi a casa si va in confusione quando all’improvviso si mettono a cantare o a parlare di Sanremo e si perdono tutti quei punti. Speriamo anche di non trovare più il “Carbone Veltrone” che costa, dicono, un milione di euro a puntata e anche quando si presenta nella sua versione meno costosa quella fatta col materiale di repertorio ci chiediamo sempre se non era meglio una puntata di Blob, che a maneggiare i tesori delle Teche non c’è bisogno che venga uno da fuori.

Ci rivolgiamo a te che sei donna di comprovata esperienza: trova qualcosa da fare ad Antonellina che la paghiamo uno sproposito per fare solo quel delirante programma dove cantano, mescolano, tritano e assaggiano, tutto fuorché cucinare e già che ci sei dì alle decine di autori di Unomattina e di Vita in diretta di cominciare a guardare realmente cosa accade nel mondo e di uscire dalle redazioni dove, forse, sono tenuti prigionieri perché a volte si fa fatica a capire la logica di alcuni argomenti e dì loro anche che per commentare le notizie si possono invitare anche altri al di fuori della solita, vetusta, bollita e insopportabile compagnia di giro. Vorremmo insomma, adorata Befana che ci portassi dei cambiamenti, non quelli di facciata sbandierati alla presentazione dei palinsesti, quelli veri, quelli che un po’ si intravedono in alcuni campi, qua e là, ma che non bastano a cambiare davvero pagina. Con affetto e speranza tuoi…

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Bob Tv

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