Rai, il dg Campo Dall’Orto tra troppi fuochi rischia di bruciarsi

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Ormai è assodato che fra i più tenaci sostenitori del Dg di Rai Campo Dall’Orto vi sia proprio il Movimento 5 stelle, quanto poi questo faccia piacere al Pd ed in particolare a Matteo Renzi che lo lanciò in pompa magna alla Leopolda, non vi sono dubbi: Campo Dall’Orto se ne deve andare perché non si fida più di lui. E soprattutto vuole una informazione Rai più smart. Che è un po’ come chiedere alla informazione embedded dell’emittente pubblica di andare a nozze, fatta salva qualche riserva indiana a giustificazione del cosiddetto pluralismo.
Ovviamente Matteo nega fra un tweet e l’altro, ma stamane le agenzie riportavano una intervista al Corriere della Sera del pentastellato presidente della Commissione di vigilanza, Roberto Fico, che suonava un’altra musica a cominciare dal titolo: se Campo Dall’Orto lascia “con lui si deve dimettere tutto il cda”.
Lasciando tuttavia un dubbio sulla sua sorte: “Se riesce vada avanti. In caso di stallo irrisolvibile, si dovrebbe dimettere non solo lui, ma tutto il cda”.

Per Fico una delle cause delle difficoltà di Campo Dall’Orto è che sarebbe stato “più autonomo del previsto” soprattutto nella scelta della Gabbanelli per dirigere la nuova testata web, “personalità indipendente e quindi scomoda”.
C’è anche Michele Anzaldi che “attacca il dg ogni giorno da mesi”. Ovviamente l’elenco prosegue con la trasmissione Gazebo che Alfano vede come il diavolo l’acqua santa, i compensi Rai ecc. ecc.
Su un altro giornale, La Stampa di Torino, diceva la sua anche il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza che se la prende con il consigliere del Cda nominato in quota 5stelle tuonando inascoltato: “Sarebbe molto grave se fosse vero, come riportato sulla Stampa, che Di Maio e Fico vogliano dettare la linea al consigliere Rai. Smentiscano immediatamente di aver telefonato a Freccero per attaccarlo per la sua astensione in Cda sul piano informazione. Altrimenti si dovrebbero dimettere subito, a partire da Fico…”.
Mentre Fico a dimettersi non ci pensa proprio, soprattutto sotto elezioni. Per completare l’opera e incasinare ancor più la situazione, interviene con una agenzia stampa lo stesso Freccero che attacca: “Ieri ho scoperto che Michele Anzaldi, oltre che il portavoce di Renzi, vorrebbe essere autore di Fazio: ha scritto la scaletta del programma, inviato il format e convocato gli ospiti. Ad Anzaldi ha risposto Fazio ieri in modo formidabile con un’orazione civile di tre ore e dieci minuti e un ascolto di oltre 4,2 milioni di spettatori. Per fortuna Anzaldi fa solo il deputato del Pd e non l’autore televisivo”.
Nel frattempo la guerriglia ad alta intensità sulla Rai continua ad infuriare e già circolano i nomi dei possibili candidati alla successione di Campo, a cominciare da Paolo del Brocco, manager cinematografico, giornalista pubblicista e docente universitario che entra in Rai nel 1991 dove ha ricoperto diversi incarichi e ruoli fino ad approdare al vertice massimo di Rai Cinema. E ancora Paolo Ruffini figlio del politico Attilio Ruffini, nipote del cardinale Ernesto Ruffini e del politico Enrico La Loggia, che ha occupato importanti ruoli prima nei quotidiani Il Mattino e Il Messaggero.
Visti i nomi c’è qualcuno che in Rai rimpiange la professionalità dell’ex direttore generale Gubitosi appena nominato commissario di Alitalia.

Lucignolo

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