Ferrari e Maranello, 70 anni in pole-position

Un viaggio all'interno della Casa automobilistica più prestigiosa al mondo

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La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita (Enzo Ferrari)

Il marchio Ferrari è un simbolo mondiale di qualità, di alta moda e di prestigio. Il Cavallino Rampante non è solo vincente in pista, ma soprattutto lo è nel mercato delle automobili di lusso. Voluta da capi di Stato, sceicchi, stelle del cinema e imprenditori, la Ferrari rappresenta essa stessa la ricchezza intesa come apice del successo professionale di un individuo.

Un qualcosa di bellissimo e di altrettanto inarrivabile. Non solo per quanto riguarda i costi (milioni di euro a vettura), ma anche per l’iter necessario ad acquistare un esemplare della Casa di Maranello: non basta infatti andare presso il concessionario (sette in tutto in Italia, dei quali l’unico a Roma è Malagò). Bisogna infatti prima di tutto dare un anticipo al concessionario, che poi contatterà il Cavallino, conferendogli tutti i dati del potenziale cliente. Per questo, infatti, vi è la prerogativa di avere una reputazione pulita, pena ricevere un rifiuto da parte dell’azienda. Se risulta “meritevole”, l’acquirente sarà accompagnato personalmente dal suo concessionario alla sede della Rossa, dove riceverà direttamente sul posto la sua auto dopo i relativi tempi d’attesa, che di solito si attestano intorno ai 18 mesi.

E il servizio reso non si ferma qui: infatti i clienti “assidui” possono accedere ai club nei quali possono richiedere personalizzazioni varie sulle proprie vetture, per arrivare al più esclusivo di tutti, che conta solo 10-15 membri al mondo. Qui i compratori assistono a tutte le fasi di progettazione della loro automobile al fianco dei tecnici e degli stilisti che si occupano dell’aspetto esteriore del mezzo.

La cosa non sorprende del resto: fin dai tempi di Enzo Ferrari, Maranello aveva sempre tenuto in fortissima considerazione il design dei suoi prodotti, grazie soprattutto al genio di Pininfarina, sempre proiettato verso il futuro, e ancora oggi la Ferrari lavora assiduamente per anticipare le tendenze dei prossimi anni.

Una grande macchina produttiva, che si muove secondo uno schema delicato e preciso, guidata in modo magistralmente fordiano dal presidente Sergio Marchionne, costantemente informato su tutti i progetti in corso, e presente in ogni momento libero che trova. Una vera e propria sfida per uno dei più grossi imprenditori automobilistici al mondo, visto che, trovandosi sempre a dover salvare aziende in crisi, adesso deve gestire e portare ancora più in alto una Casa automobilistica già in forte attivo.

Senza contare, poi, la grande tradizione che la Ferrari si porta dietro, con la sua storia, i suoi piloti, gli innumerevoli progettisti che vi hanno trovato la gloria…

La stessa Maranello è un museo vivente, in ogni suo centimetro si può scorgere un qualcosa di simbolico, di sensazionale, in primis nella vecchia casa di Enzo Ferrari, dove sono state ricevute numerose personalità, e che tra la fine degli anni Novanta e la prima metà del Duemila funse anche da residenza italiana di Michael Schumacher, quando restava a lavorare con la Scuderia per più giorni consecutivi. Oppure nel ristorante Il Cavallino, storico luogo d’incontro tra il Drake e i suoi ospiti, un mausoleo della Formula 1, caratterizzato dalla presenza di caschi, appesi sulle pareti, e foto autografate dai piloti che hanno corso con la Rossa nella sua lunga storia.

La Ferrari, in parole povere, non dimostra i suoi settant’anni di vita. Ancora oggi resta il non plus ultra del prestigio automobilistico, oltre che una grande squadra sportiva, con i suoi successi innumerevoli in Formula 1 e nella categoria Gran Turismo. E per la nostra Italia, in uno scenario globale che ci sta sempre più inghiottendo, rappresenta ormai uno dei pochi punti fermi.

Simone Pacifici

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