Incendi, pastori ustionati per salvare il gregge dalle fiamme

In Sardegna è emergenza incendi. Tra giugno e luglio sono divampati 2.150 incendi, 620 in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa

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Le fiamme stanno devastando le aziende agricole dove oltre al pascolo, sono compromesse le recinzioni, spesso gli animali, le stalle, oltre a vigneti e oliveti per non parlare delle strutture agrituristiche che anche quest’anno stanno subendo ingenti danni e vedranno compromessa la stagione estiva.

E’ di oltre 20 milioni di euro la prima stima di Coldiretti in Sardegna per i danni provocati dagli incendi alle aziende agricole dove coraggiosi pastori hanno messo a rischio la propria vita per difendere il gregge. E’ il caso di Fabrizio Argiolas che, nonostante le fiamme fossero minacciose, è corso verso il suo gregge per portarlo in salvo nella stalla, ma pur riuscendo a strappare le pecore al fuoco si è esposto troppo alle fiamme che lo hanno raggiunto al braccio e poi al resto del corpo.

Portato all’ospedale San Francesco di Nuoro è stato poi trasferito a Sassari al reparto grandi ustionati, dove gli sono state riscontrate ustioni nel 30 per cento del corpo. Anche Francesco Pinna di Gonnosfanadiga è rimasto ustionato mentre portava in salvo i suoi animali ed è finito all’ospedale.

La piaga degli incendi – sottolinea la Coldiretti – non solo distrugge le aziende agricole e uccide gli animali, ma mette a repentaglio la vita stessa degli imprenditori agricoli pur di salvare i propri animali perché vivono il loro mestiere non come un semplice lavoro ma come un modo di essere. In Sardegna è emergenza incendi. Tra giugno e luglio sono divampati 2.150 incendi, 620 in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando se ne contavano 1.530 secondo il dossier della Coldiretti in Sardegna.

Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come la raccolta dei funghi che coinvolge decine di migliaia di appassionati. Un danno incalcolabile che si perpetra nel più grande polmone verde della Penisola, con oltre il 50 per cento della superficie ricoperta dal bosco.

Il paesaggio lunare che lascia il fuoco non è solo un pessimo biglietto da visita per i tanti turisti che in questi giorni stanno invadendo l’isola ma è – conclude la Coldiretti – fortemente invalidante per l’economia, e quindi la cultura e la socialità.

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