Formula 1, a Barcellona i test premiano la Ferrari

Primi bilanci: grande prestazione della Rossa. Qualche ombra per le presunte irregolarità di Mercedes e Red Bull

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Se i valori mostrati durante i test a Barcellona si riconfermassero nella prima gara a Melbourne allora la Ferrari sarebbe quasi in perfetta parità con la Mercedes. Veloce, cattiva di temperamento e, al momento, affidabile: tutte qualità della SF70H che le voci di corridoio negavano, dicendo che la Scuderia aveva sbagliato macchina, che era già in corso la realizzazione di una versione B della nuova vettura, e che invece sono realtà tangibile, innegabile.

Bisogna naturalmente prendere queste prime prove ufficiali con le pinze: i valori possono cambiare da qui a un mese, ma la Rossa sembra essere partita col piede giusto. Il silenzio della squadra di Maranello ha permesso di non scaldare eccessivamente gli animi, ma questi risultati lasciano tutti a bocca aperta.

Sicuramente la Mercedes resta la prima forza in campo, anche se Toto Wolff e Niki Lauda staranno avendo in questo momento qualche bel grattacapo. Niente comunque che possa scalfire uno squadrone ultra collaudato nelle ultime tre stagioni, e che non starà di certo a guardare gli italiani scippare il loro predominio.

La Williams ha mostrato un rendimento altalenante, a causa soprattutto dell’inesperienza del giovane Lance Stroll, che nei due giorni di test in cui ha corso è stato protagonista di vari testacoda e di un incidente nella terza giornata di prove che ha ridotto talmente male il telaio della vettura da non poterle permettere di correre nell’ultima sessione di ieri con Massa, disputatasi su pista bagnata.

Nonostante i vertici del team inglese e gli stessi colleghi piloti lo abbiano difeso, giudicandolo ancora acerbo, gli appassionati e molti addetti ai lavori non hanno potuto fare a meno di storcere il naso di fronte alla prestazione del debuttante canadese. Soprattutto se lo paragoniamo ad Antonio Giovinazzi, terzo pilota Ferrari e collaudatore Sauber, che ha guidato l’auto svizzera nella seconda e nella quarta giornata, riportando buoni risultati, nonostante un paio di uscite di pista. Errori da principiante, comunque, nulla di particolarmente serio.

Altro flop di questi test in terra spagnola è la McLaren, che con Alonso e Vandoorne ha dovuto fare i conti con i problemi cronici di affidabilità del motore Honda, costringendola a ritardare molto il suo programma di sviluppo. Si avverte quindi la solita mancanza di sincronia tra la squadra di Woking e la casa giapponese, che dura ormai dal 2015 (ricordiamoci le urla di disappunto di Alonso quell’anno a Suzuka: «GP2! UN MOTORE DA GP2!»). Tuttavia, vi sono voci secondo le quali il vero problema della MCL32 sarebbe il telaio, ritenuto troppo nervoso e instabile.

Ciò che però rimarrà il vero enigma di queste prove è la presunta irregolarità dei telai Red Bull e Mercedes. Si è notato infatti che l’altezza delle monoposto sembrava variare in base ai tratti veloci e lenti, segnale di un possibile utilizzo di sospensioni idrauliche capace di “cambiare” assetto in base alla situazione contigua. Nel caso delle Frecce d’Argento la cosa non sarebbe, in teoria, passibile di una sanzione, mentre la vera incognita rimane la squadra austriaca, che ne avrebbe fatto un uso più “radicale”.

La Ferrari, infatti, prima dell’inizio della stagione aveva richiesto alla FIA un regolamento preciso sull’utilizzo delle sospensioni “intelligenti”, che avevano rappresentato uno dei punti di forza delle sue dirette rivali al titolo. Ciò ha prodotto l’emanazione di cinque punti fondamentali sull’utilizzo di questi componenti da parte della Federazione Internazionale.

Questo ha provocato il pandemonio sulla rete, con varie ipotesi dei complottismi più astrusi da parte degli appassionati, in particolare ferraristi un po’ troppo sfegatati.

Per il momento, comunque, non sembra ci saranno punizioni e divieti di sorta, ma nel caso di un cambiamento d’idea da parte dei vertici della Formula 1 si rischierebbe di rimescolare a un passo dall’inizio della stagione le carte in tavola, sconvolgendo gli equilibri di forza dei vari team.

Simone Pacifici