Gianicolo, il Grand Hotel sequestrato alla ‘ndrangheta

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Beni sequestrati dalla Dia di Roma e di Reggio Calabria a Giuseppe Mattiani, al figlio Pasquale e ad altri componenti della famiglia, vicina, secondo gli inquirenti, alla cosca dei Gallico  della ‘ndrangheta, per un valore totale di circa 150 milioni di euro.

C’è anche un hotel di lusso della capitale: il Grand hotel Gianicolo. L’immobile è della società Hotel residence arcobaleno sas, riconducibile alla famiglia Mattiani. Tra gli altri beni anche immobili a Castiglione dei Pepoli (Bo) e Palmi: 13 fabbricati, 14 terreni edificabili, 26 terreni agricoli, 9 autovetture e rapporti bancari in 13 istituti di credito.

L’albergo al Gianicolo era stato preso a fine anni Novanta, poco prima del Giubileo del 2000, acquistando un monastero di proprietà di una congregazione religiosa. Il sequestro è il risultato di due convergenti attività di indagine condotte anche dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal commissariato di polizia di Palmi, che hanno consentito di acquisire gli elementi necessari a dimostrare la contiguità della famiglia alla ‘ndrangheta.

Molto importante la realtà imprenditoriale dei Mattiani, con un patrimonio milionario, tra cui appunto l’albergo a Roma, in una zona prestigiosa, ma anche un altro hotel di lusso a Palmi.

L’ufficio di presidenza di Libera, l’associazione contro le mafie, commenta l’operazione della Dia: “I sequestri di oggi sono l’ennesima prova della forza economica delle mafie e rappresenta l’ulteriore conferma che le mafie non sono più infiltrate ma radicate nel territorio. Ormai la capitale è stata scelta come luogo privilegiato per reinvestire e ripulire i soldi del boss, –  manifestano una predilezione per bar e ristoranti di lusso, locali della movida. Solo a Roma sono circa 20 i locali sequestrati al clan Gallico e clan Alvaro.

Per mantenere accessi i riflettori su questo territorio e raccontare il positivo che esiste e lavora nella lotta alle mafie, si svolgerà proprio nel Lazio, a Latina, la manifestazione nazionale il 22 marzo 2014, prevista nell”ambito della diciannovesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

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