Sequestrati beni per 25 milioni di euro alla banda della Magliana

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Una storia infinita. Proprio come nel film diretto da Michele Placido o come nella serie che ha reso famosi “Er Dandi”, “Er Freddo” o “Er Libanese”. La banda della Magliana vive ancora o almeno la scia di quella organizzazione criminale lascia ancora le sue tracce. A finire nei guai uno dei capi storici. I finanzieri del comando provinciale di Roma e i carabinieri del Ros hanno infatti  dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione nei confronti di Ernesto Diotallevi, della moglie Carolina Lucarini, dei figli Mario e Leonardo e di alcuni “prestanome” individuati. Il sequestro, che arriva all’interno di una operazione denominata “Trent’anni”, ha riguardato numerosi beni immobili, autoveicoli, motoveicoli, quote societarie e conti bancari nella disponibilità di Diotallevi e degli altri componenti del suo nucleo familiare, per un valore complessivo di stima pari a circa 25 milioni di euro.

Una storia infinita in cui Ernesto Diotallevi è risultato a capo di una complessa e insidiosa realtà criminale. Uno dei leader storici della famigerata “banda della Magliana”, giunta nel corso del tempo, a disporre di un tale grado di potenza offensiva da permettersi di spadroneggiare nel territorio della Capitale e del Lazio. Nel corso degli anni, forte delle proprie capacità ed esperienze criminali acquisite sul campo, Diotallevi è giunto ad acquisire un certo credito nella ben più ampia e temibile sfera delle organizzazioni della mafia siciliana, conquistando la fiducia dei suoi esponenti di maggior rilievo.

Una storia infinita in cui si trova ampio riscontro in numerosi atti di indagine e giudiziari, che delineano e ripercorrono circa trent’anni di attività criminale italiana (1981-2013), da qui il nome dell’operazione. Il tribunale di Roma, a seguito di richiesta della Dda ha disposto il sequestro di quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 7 società di capitali, operanti nel settore della compravendita di beni immobili, della costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive, del commercio energia elettrica, dei trasporti marittimi e delle holding impegnate nelle attività gestionali; una società liberiana, titolare di una lussuosa villa sull’Isola di Cavallo (Corsica); 9 veicoli, tra autovetture e motocicli; 42 unità immobiliari, site in Roma, Gradara (PU) e Olbia. Si segnala, in particolare, tra i beni immobili sequestrati, una civile abitazione di assoluto pregio e valore, a piazza Fontana di Trevi, di ben 14 vani, e un complesso turistico composto da villette a schiera, fronte mare, a Olbia. Una lunga storia, che forse non avrà mai fine. Infinita, appunto.

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