Truffa di 9 milioni all’Ue: gdf sequestra beni a società romana

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Roma, truffa all'Ue per 9 milioni: sequestrati beni a società romana

La guardia di finanza di Roma ha concluso una complessa attività di indagine nei confronti di una società romana, colpevole di avere attuato una consistente truffa ai danni dell’Unione europea per circa 9 milioni di euro. Grazie a una delicata operazione, denominata ”Pioggia nel deserto”, è stato appurato che la società italiana aveva beneficiato di corposi finanziamenti, erogati direttamente dall’Ue per la realizzazione di una articolata serie di progetti di sviluppo nel continente africano e volti, prioritariamente, a migliorare il sistema infrastrutturale ed ingegneristico tramite la costruzione di strade ed ospedali.

Grazie allo studio della documentazione i finanzieri hanno scoperto che alcuni degli esperti maggiormente qualificati – prevalentemente ingegneri – indicati nell’offerta tecnica, erano completamente ignari del progetto o, comunque, non vi avevano mai realmente partecipato; alcune delle partnership indicate nelle domande risultavano create ad hoc, al solo fine di documentare all’Unione europea il conseguimento dei parametri minimi (economici tecnici e finanziari) per poter accedere ai finanziamenti previsti dai vari bandi di gara.

Con tali artifizi, la società otteneva punteggi altrimenti non spettanti, a tutto svantaggio degli operatori economici onesti, cui, di conseguenza, veniva preclusa la possibilità di ottenere i finanziamenti comunitari. Nonostante i maliziosi accorgimenti, le Fiamme Gialle sono riuscite ad accertare l’illecita percezione di contributi per oltre 6 milioni di euro, impedendone un’erogazione integrativa di circa 3 milioni. Al termine delle indagini il legale rappresentante della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per truffa aggravata ai danni dell’Unione europea per aver indebitamente percepito contributi comunitari.

La società dovrà, invece, rispondere delle violazione in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro di quote societarie, conti correnti bancari ed immobili – tra cui un lussuoso appartamento nel quartiere Parioli di Roma.

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