Parentopoli Ama, Panzironi condannato a 3 anni e 8 mesi

Per l'ex amministratore della municipalizzata dei rifiuti anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici

0
166

Cinque anni e tre mesi di carcere, con interdizione perpetua dai pubblici uffici. E’ la condanna pronunciata dai giudici della settima sezione del Tribunale di Roma all’ex ad di Ama, Franco Panzironi (attualmente agli arresti nell’inchiesta di Mafia Capitale), al termine del primo grado di giudizio del processo su Parentopoli. La vicenda riguardava 841 assunzioni tra autisti e operatori ecologici avvenute tra il 2008 e il 2009, in 41 casi avvenute per chiamata diretta aggirando i vincoli della legge Brunetta.

Condannati anche Luciano Cedrone (ex direttore del personale) a 3 anni e 1 mese, Bruno Frigerio (ex consulente esterno e presidente della commissione esaminatrice) a 3 anni e 3 mesi e Gianfranco Regard (ex capo del settore legale di Ama) a 1 anno e 1 mese. Per il sindaco di Roma, Ignazio Marino “la sentenza di condanna a carico dell’ex amministratore delegato di Ama getta piena luce sulla vicenda nota come Parentopoli, e dà ragione al Campidoglio che si era costituito parte civile. Gli anni della giunta Alemanno hanno segnato, anche nelle aziende comunali, il momento di massimo buio: favoritismi, assunzioni a chiamata nominale, abusi d’ufficio, falsi. Tutto, come si evince dalla sentenza di condanna, per favorire gli amici degli amici e occupare aziende che devono invece essere al servizio dei cittadini”.

“Alla luce della sentenza di oggi, Ama sta procedendo a verificare tutte le possibili strade per mettere la parola fine a quella stagione. Per quanto riguarda Roma, la nostra amministrazione ha deciso di rivalersi anche in sede civile: chiederemo almeno 100.000 euro per il danno d’immagine subito dalla città – ha concluso Marino- Sono convinto che – come è successo già in sede penale – la magistratura riconoscerà le nostre ragioni e mi impegno fin d’ora a utilizzare tutti i soldi che riusciremo a ottenere per il decoro, in particolare per la cancellazione delle scritte che imbrattano i muri della città.

Dal canto suo il presidente di Ama, Daniele Fortini, ha detto che “la sentenza Parentopoli conferma ciò che anche il sindaco Ignazio Marino ha più volte denunciato, cioè che Ama è stata devastata anche da condotte penalmente sanzionabili. Purtroppo il ripristino di regole trasparenti, di efficacia, efficienza ed economicità, nel contesto ineludibile della legalità, è molto più complesso e difficile di quanto avremmo immaginato. Resta il fatto che Ama è una azienda risanabile in cui lavorano migliaia di persone oneste”. “Abbiamo già iniziato a valutare le conseguenze della sentenza di condanna per il riverbero sui 41 dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta e con atti amministrativi illeciti – ha concluso Fortini – Di ciò abbiamo informato anche il sindaco Marino. Studieremo le iniziative da adottare alla luce delle motivazioni della sentenza”.

[form_mailup5q]

È SUCCESSO OGGI...