Roma, Pigneto: è guerra aperta contro la droga

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Scoppia di nuovo la questione dello spaccio di droga al Pigneto: i giornali riportano la cronache delle recenti manifestazioni di protesta degli abitanti i quali, stanchi di vivere nel degrado e l’insicurezza, assicurano “lotta dura” finché ilsindaco Marino in persona non verrà a visitare lo stato del loro quartiere.Che la problematica sia annosa è confermato dalle operazioni delle forze dell’ordine volte a contrastare il fenomeno, attività ripetute e sempre più frequenti sul territorio. L’ultima è di ieri pomeriggio quando i carabinieri della compagnia piazza Dante hanno fermato un pusher in via Perugia con addosso 22 grammi di marijuana già divisa in dosi da vendere.E altri 13 persone sono state arrestate negli ultimi 10 giorni per spaccio di marija e hashish. Stando a questi dati si può parlare di 1 arresto al giorno, attraverso normali attività di controllo dei militari, ma nel corso degli anni sono state registrate anche ben più corpose operazioni, vere e proprie retate di spacciatori che proliferano fra le vie intorno all’isola pedonale della zona e che dimostrano come il problema dello spaccio sia effettivamente diffuso.La scorsa estate i militari sono anche riusciti a fermare un giro ben più grosso di un gruppo dialbanesi attraverso una indagine partita proprio dalle vie di quel quartiere.  Ora, appurato che il problema esiste, la riflessione si sposta sulla ricerca di una soluzione definitiva.Il capitano della compagnia di piazza Dante, Ivan Riccio, interpellato da Cinque sulla vicenda, ha evidenziato i punti “sensibili“ della problematica: «Ci troviamo di fronte all’attività di singoli auto organizzati, a una massa di individui difficile da catalogare e che, dopo un arresto o un fermo, viene facilmente sostituita da altri pronti a prendere il loro posto nell’attività di spaccio».LEGGI ANCHE: Pigneto, il ristorante di Pasolini danneggiatoAll’ostacolo della “marea umana“ si somma quello dell’insicurezza. «A peggiorare la situazione  – continua Riccio – ci sono i lampioni spesso fuori uso, e intere vie che essendo sporche non vengono frequentate quindi diventano luogo di ritrovo per attività illegali».Ma il rispetto del decoro non compete le forze militari che, dal canto loro, spiega il capitano, puntano ad aumentare la percezione di sicurezza fra i residenti. «Lavoriamo per non far sentire soli i cittadini – conclude – per questo puntiamo a essere sempre più presenti in piazza con lepattuglie».