Volo dal terzo piano: muore suicida il regista Carlo Lizzani

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Un volo dal suo appartamento al terzo piano divia dei Gracchi, nel quartiere prati dove viveva, poi lo schianto nel cortile interno e la morte. Parlano di suicidio le prime ipotesi sulla morte del regista e sceneggiatore romano Carlo Lizzani, morto sabato pomeriggio a Roma intorno alle 15. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini di casa. Sul posto gli agenti del commissariato Prati che hanno trovato un messaggio scritto dal regista prima di morire, un biglietto che potrebbe confermare il sospetto del suicidio.Lizzani, nato a Roma il 3 aprile del 1922, aveva 91 anni, e si sarebbe buttato appunto dal suo appartamento in zona Prati, morendo sul colpo. Una fine che ricorda quella di Mario Monicelli che, minato da un cancro alla prostata in fase terminale, la sera del 29 novembre 2010 si suicido” gettandosi dal quinto piano del reparto di Urologia dell”ospedale San Giovanni, dove era ricoverato.Lizzani, sceneggiatore di Vergano, De Santis, Rossellini e Lattuada nel periodo neorealista, aveva esordito col documentario ”Nel Mezzogiorno qualcosa e” cambiato” (1950) e col film ”Achtung! Banditi!” (1951). Tra i film da lui diretti vanno ricordati: ”Cronache di poveri amanti” (1954), ”Il processo di Verona” (1963), ”Banditi a Milano” (1968), ”Crazy Joe” (1973), ”Mussolini ultimo atto” (1974), ”Storie di vita e malavita” (1975), ”Fontamara” (1977), ”La casa del tappeto giallo” (1983), ”Mamma Ebe” (1985), ”Caro Gorbaciov” (1988), ”Cattiva” (1991), ”Celluloide” (1995), ”Hotel Meina” (2007), oltre agli sceneggiati televisivi ”Nucleo zero” (1984), ”Un”isola” (1986) e ”La trappola” (1989).Dal 1979 al 1982 ha diretto la Mostra del cinema di Venezia. Nel 1998 aveva pubblicato la raccolta di suoi scritti di vario genere ”Attraverso il Novecento”, in cui trovano posto anche interessanti aneddoti sul mondo del cinema neorealista italiano, e nel 2007 la sua autobiografia ”Il mio lungo viaggio nel secolo breve”. Nel dicembre del 1999 aveva ricevuto dall”universita” di Torino la laurea honoris causa in Scienze della comunicazione.