Roma, in fuga su un’auto gettano pacco fuori dall’auto

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Barista rapinato e ucciso. Caccia al killer
Barista rapinato e ucciso. Caccia al killer

Affiancati da un’auto civetta dei Carabinieri di Tor Bella Monaca hanno pensato di avere a che fare con degli acquirenti di droga, ma quando hanno scoperto di chi si trattava realmente, hanno tentato di allontanarsi e hanno gettato dal finestrino un pacco contenente oltre mezzo chilo di marijuana mentre cercavano di scappare. I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, in servizio in abiti civili, li hanno però raggiunti ed arrestati in via Contessa Entellina. Si tratta di due cittadini nigeriani, di 32 e 34 anni, già noti alle forze dell’ordine.

 

I Carabinieri avevano notato i due uomini africani a bordo dell’auto in atteggiamento sospetto e li hanno affiancati per un controllo.
Il pacco gettato dall’auto in corsa è stato poi recuperato dai Carabinieri e si è scoperto contenere oltre mezzo chilo di droga.
A bordo sono state rinvenute e sequestrate altre dosi di droga, tra marijuana e cocaina, e diverse centinaia di euro, provento dell’attività illecita.
Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo. Dovranno difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nell’ambito degli stessi servizi nel quartiere, i Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno arrestato altre tre persone.
In via Giacinto Camassei, un 49enne romano ma residente ad Albano Laziale, con precedenti, è stato trovato in possesso di 14 dosi di cocaina e oltre 700 euro, provento dello spaccio.

 

In via dell’Archeologia, un 39enne romano, già sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma, è stato colto in flagranza mentre cedeva dosi di cocaina a due giovani acquirenti, a loro volta identificati e segnalati alla Prefettura. Nelle sue tasche, i Carabinieri hanno trovato altre dosi della stessa droga e 1.100 euro in contanti.
Infine, i Carabinieri hanno arrestato una 56enne romana, già agli arresti domiciliari nella sua abitazione in via Giacinto Camassei, perché colpita da un ordine di carcerazione, dovendo scontare una pena residua di un anno per associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina aggravata in concorso, reati commessi in Calabria tra dicembre 2002 e luglio 2013.

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