Terra dei fuochi a Roma est, i comitati diffidano Virginia Raggi

Residenti esasperati dai continui roghi tossici e preoccupati per i rischi della salute

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I comitati di quartiere e le associazioni territoriali del quadrante di Roma est, esasperati dai continui roghi tossici e preoccupati per i rischi della salute, hanno inviato una diffida alle autorità, a partire dalla sindaca Virginia Raggi, per chiedere lo stop alla “Terra dei fuochi” tra i quartieri di Colli Aniene, Tor Sapienza, Ponte Mammolo, Settecamini e Ponte di Nona.

LA LETTERA DEI COMITATI

“Tra micro-insediamenti, dove vivono comunità ed etnie diverse, e la presenza di pseudo discariche abusive a cielo aperto, siamo da anni costretti a respirare quasi a cadenza giornaliera, combustioni pericolose di materiali plastici e cumuli di rifiuti diversi”, scrivono le associazioni. I sottoscrittori della diffida chiedono che “il diritto alla salute, riconosciuto dalla nostra Costituzione all’art. 32, sia tutelato e garantito. Alla luce del perpetrarsi dei roghi, si sollecitano le amministrazioni, gli organi di vigilanza e di polizia – in adempimento a quanto loro imposto dalla legge – di garantire il diritto alla salute pubblica dei cittadini che vivono e risiedono nelle immediate vicinanze delle aree di Ponte Mammolo, via Salviati, via Collatina vecchia, via di Salone e dintorni. Quasi ogni sera, infatti, nella zona, nell’aria si ergono nubi di fumo provenienti da rogni, appiccatati da ignoti, dal forte odore acre che brucia occhi naso e gola. Troppo spesso i cittadini delle aree interessate così come gli operatori che intervengono sul posto, o che semplicemente monitorano la situazione, sono costretti a respirare le sostanze tossiche, fra le quali la diossina, che si sprigionano da questi roghi. Veleni che anche se inspirati in modo non costante possono generare gravi patologie. La salute dei cittadini è priorità assoluta! È, pertanto, necessario porre in essere tutte quelle azioni di prevenzione e repressione, nel breve e nel medio termine, in particolare: eseguire uno screening sanitario di controllo a partire dai presenti nei campi, al fine di verificare i tassi di intossicazione di metalli pesanti ed una analisi dei terreni dove sono presenti gli orti agricoli e in prossimità delle abitazioni ove ricadono i fumi tossici e conoscerne gli esiti. Rendere noti i dati della mortalità dei singoli quartieri, distinte per fasce di eta’ e per un periodo significativo di almeno 10 anni”.

L’ESPOSTO

L’esposto, fanno sapere infine i Comitati e le associazioni del quadrante Est di Roma, “è stato inoltrato l’8 giugno tramite PEC al Comando dei Carabinieri di Tutela Ambientale, al sindaco di Roma, alla Asl Roma2, all’assessore alla Sostenibilità ambientale, alla Polizia Roma Capitale, al Prefetto, all’Osservatorio Territoriale per La Sicurezza, al Questore Di Roma e infine, per conoscenza al MATTM-Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e del mare e all’Osservatorio Permanente Ambiente-Salute presso assessorato alla sostenibilità ambientale, alla Commissione Europea, ai presidenti dei Municipi IV, V, VI e al Comando dei Vigili del fuoco.

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