Albuccione come Scampia. Chiuso mercato della droga

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La “cocaina è oro colato e chi ce lo fa fare di romperci la schiena con lavoro magari in nero? Al massimo perdi tre o quattro anni di vita.” Maxi operazione alle porte di Roma, nel quartiere Albuccione, della città di Guidonia Montecelio. Dopo nove mesi di serrate indagini, alle prime ore del mattino del 28 ottobre,  I carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno dato esecuzione a 6 ordinanza di custodia cautelare e 3 provvedimenti di obbligo di dimora emessi dal GIP del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere da cui prende nome l’attività.

Un’intera località della città di Guidonia Montecelio era stata trasformata in un “mercato all’aperto” di sostanze stupefacenti che richiamava ogni giorno gente da ogni parte della Capitale e dintorni per i prezzi concorrenziali; persone provenienti anche da quartieri come San Basilio e Tor Bella Monaca notoriamente sedi di traffico illecito di droga: un via vai continuo di veicoli di ogni genere, moto, macchine, perfino mezzi della nettezza urbana e ambulanze, i cui conducenti si recavano all’Albuccione per acquistare cocaina, hashish o marijuana.

La piazza dello spaccio era inaccessibile alle Forze dell’Ordine; le tecniche di difesa dalle indagini, elaborate dai gestori della zona, si sono particolarmente evolute dopo i numerosi arresti operati nel corso degli anni. Ogni area di spaccio era controllata da vedette, alcune fisse, altre mobili, che giravano intorno all’area; il loro compito era quello di segnalare la presenza delle Forze di Polizia o, come dicono in gergo, l’arrivo di “Maria”, della “pioggia” o termini slang molto meno lusinghieri. Principale strumento utilizzato per garantirsi il silenzio di chi avrebbe voluto vivere in un quartiere tranquillo erano comunque la prepotenza e le minacce.

La droga solitamente veniva conservata nelle aiuole o nei vasi di anziane inconsapevoli, oppure tra le auto in sosta. Per consegnarla venivano anche usati stratagemmi come quello di appoggiare la dose richiesta sul sedile di uno scooter parcheggiato che sarebbe stato indicato all’acquirente solo dopo il pagamento.

Si tratta di un giro d’affari stimato di almeno 15mila euro al mese per ogni pusher. L’unica preoccupazione emersa era relativa alla possibilità di immettersi nel mercato romano dopo alcuni episodi di gambizzazione occorsi nella Capitale.
Molti degli indagati sono legati da rapporti di parentela o comunque da forte amicizia, consolidata da anni di attività illecite. Il gruppo operava 24 ore al giorno, sette giorni su sette, con le sopra descritte dinamiche per eludere il controllo delle Forze dell’Ordine. Durante l’indagine sono stati operati altri 12 arresti in flagranza, sono state denunciate 7 persone, più di 30 soggetti sono stati segnalati alla Prefettura quali abituali assuntori di sostanze stupefacenti. Di queste, oltre 1 Kg di cocaina e 2 kg di hashish sono stati recuperati, più di 300 cessioni sono state accertate.

L’operazione conclusiva dell’indagine è stata portata a termine grazie all’ausilio del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria, al supporto della Compagnia di Intervento Operativo del 4° Battaglione Veneto e di un elicottero dell’Elinucleo di Pratica di Mare. Questo è un duro colpo inflitto dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli al traffico di sostanze stupefacenti nella Capitale e nella città di Guidonia Montecelio.

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