Genzano, mazzette per lavoro. Preso 60enne

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Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del commissariato di Polizia di Stato Genzano della Questura di Roma hanno arrestato B.L., 60enne, impiegato del ministero degli Affari esteri, sorpreso a chiedere una ”mazzetta di denaro” di 210 euro quale ulteriore compenso per un promesso impiego presso l”unita” di crisi del dicastero.

La vittima della truffa, un giovane laureato di 35 anni, rimasto senza lavoro, tramite amici in comune aveva conosciuto il dipendente del Mae, il quale aveva affermato di poterlo aiutare a trovare un impiego all”interno della stessa struttura ministeriale. Il giovane, quindi, versava sistematicamente all”impiegato somme di denaro in contanti dal 2011, per un totale di oltre 10mila euro.

L’impiegato, a riprova del suo interessamento, aveva consegnato alla vittima diversi documenti, risultati falsi, su carta intestata ministero degli Affari esteri, a firma ambasciatori e consiglieri diplomatici. L”uomo aveva promesso al giovane anche la possibilita” di aver assegnato, insieme al lavoro, anche un appartamento di servizio a canone di locazione molto vantaggioso di fronte al ministero, in via Colli della Farnesina. Non realizzandosi le promesse di assunzione e non ritenendo piu” plausibili le scuse fornite, la vittima della truffa si e” rivolta direttamente al Mae per conoscere lo stato della sua pratica e ha compreso il raggiro.

A seguito di una dettagliata denuncia fornita presso gli uffici del commissariato di Polizia di Genzano, diretto da Marco Messina, è partita l”indagine, conclusasi ieri con l”arresto in flagranza operato dagli uomini della Squadra anticrimine che hanno sorpreso B.L. nell”atto di ritirare dalla vittima un ulteriore mazzetta di denaro contante.

L’incontro era avvenuto, questa volta, in un ristorante del centro abitato di Genzano di Roma, dove la vittima aveva dato appuntamento al suo truffatore. Il sostituto commissario Zingaro Pasqualino, responsabile della Squadra anticrimine, intervenuto sul luogo dell”incontro, ha interrotto il pranzo, portando l”impiegato negli uffici del commissariato, dove e” stato arrestato con l”accusa di truffa aggravata, millantato credito e falso. Non era la prima volta che l”uomo, prossimo alla pensione, veniva segnalato dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato alla Procura, in stato di liberta”, per truffe o reati contro la pubblica amministrazione.

L’arresto è stato convalidato per direttissima in data odierna dalla Procura della Repubblica di Velletri, che valuterà l”ipotesi di incriminarlo anche per concussione commessa da incaricato di un pubblico servizio, una volta ultimati gli accertamenti richiesti agli agenti del Commissariato che stanno accertando presso il ministero degli Affari Esteri i compiti dell”impiegato – che dovrebbe lavorare come autista – e se lo stesso abbia avuto altri complici che l”abbiano aiutato a predisporre il falso carteggio contenente le firme di alti diplomatici.

 

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