Tivoli, infermiere killer. Il pm chiede l’ergastolo

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Il pm Gabriella Fazinon ha dubbi: «L’ergastolo è l’unica pena adeguata». Si è aperto il processo ad Angelo Stazzi, l’infermiere di 69 anni accusato di aver ucciso sette anziani ricoverati in una Casa di riposo alle porte di Roma. La condanna a vita, sulla quale deciderà la III Corte d’assise di Roma, è stata chiesta per cinque delle sette morti contestate; per le restanti, il pm ha sollecitato l’assoluzione con formula dubitativa.

ACCUSATO DI AVER UCCISO SETTE ANZIANI – Stazzi è accusato di aver ucciso Maria Teresa Dell’Unto, infermiera del Policlinico Gemelli e sua amante ed ex collega scomparsa nel 2001. Un omicidio risolto dopo anni dalla sezione ‘cold case’ della Squadra Mobile di Roma, proprio come la morte dei sette anziani. Dopo la furia del primo omicidio, il serial killer ha scelto l’arma della ‘dolce morte’. Nell’arco di dieci mesi del 2009, Stazzi ha ucciso almeno sette anziani tra i 70 e i 90 anni all’interno della casa di riposo Villa Alex di Tivoli, dove aveva lavorato.

L’ANGELO DELLA MORTE – L’abile e calibrato utilizzo di insulina, impiegata in dosi elevatissime, e non rilevabile nelle analisi post-mortem delle vittime, denota un’aspirazione: dimostrare che è possibile realizzare un delitto perfetto. Lo hanno chiamato “Angelo della morte”. Questa definizione deriva dal soprannome del medico nazista J. Mengele, che aveva potere di vita e di morte sugli internati del campo di concentramento di Auschwitz. Il movente di questi serial killer è diversificato. Alcuni hanno disturbi di personalità. Alcuni uccidono per la sensazione di onnipotenza che deriva dall’avere il controllo sulla vita e sulla morte dei pazienti. Altri dichiarano di somministrare una sorta di eutanasia per alleviare le sofferenze delle persone che hanno in cura.

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