Baby squillo a Capena: a 15 anni costretta a prostituirsi

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Baby squillo Parioli

«La paghetta settimanale di 50 euro dei miei genitori non mi bastava più. È stata una mia compagna di scuola a consigliarmi di rivolgermi a Guidotti. Lei indossava bei vestiti e gli ho domandato come li comprava. Glauco si è occupato di trovare i clienti. Ogni incontro sono stata pagata circa duecento euro. La maggior parte del denaro è rimasta nelle mie tasche». Questa in poche righe la testimonianza, resa nel corso dell’incidente probatorio, da dalla baby escori, protagonista del caso di prostituzione minorile scoperto a Capena.

L’INDAGINE – Per il caso risultano indagati per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile due persone: Glauco Guidotti, 55 anni, e Paola S., 21 anni, prostituta, studentessa  finita in manette a febbraio con l’accusa di aver introdotta la giovane nel giro. Per il momento sono 25 i clienti individuati.

LA TESTIMONIANZA – «Un giorno ho visto la mia amica nel cortile della scuola. È allora che mi ha rivelato il segreto dei suoi vestiti: mi ha detto di Guidotti e di contattarlo attraverso l’invio di foto sexy al sito bakekaincontri.it – ha ricordato la sedicenne -. Con Glauco ci siamo conosciuti a inizio settembre. Facevo parte di una squadra, eravamo quattro escort. (nb, Laura è la sola minorenne). Da quel momento Guidotti mi ha organizzato quattro, cinque incontri a settimana. Gli appuntamenti si sono svolti nelle case dei clienti. Era lui ad accompagnarmi. Al termine degli appuntamenti abbiamo diviso i compensi secondo gli accordi: lui aveva diritto a circa 20-30 euro sui duecento che prendevo.  Nessuno mi ha mai costretta – ha tenuto a sottolineare la giovane -. Sono sempre stata libera di decidere quello che ritenevo fosse meglio per me. La fine è arrivata con l’esplosione dello scandalo delle baby escort dei Parioli. Sapevo che presto sarebbe arrivati a noi».

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