Tivoli, accoltellato e seviziato dal branco. È mistero

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Pensionato di 71 anni ferito con 20 coltellate nella notte mentre dormiva vicino alla banca in piazza Garibaldi. La notte tra il 23 e il 24 gennaio 2002 – proprio alla vigilia del giorno della memoria dell’Olocausto – a Tivoli è accaduto un episodio spaventoso. Dopo il raid Ciro Mazzella è riuscito ad alzarsi e, barcollando per strada, ha trovato aiuto. A distanza di anni un mistero irrisolto.

LE FERITE E I SOCCORSI – Barcollando, è riuscito a fare qualche passo; una signora, che ha udito i suoi gemiti, ha chiamato dei ragazzi che si trovavano lì vicino. I giovani hanno avvisato il 118; Ciro è stato trasportato all’ospedale San Giovanni e operato d’urgenza. Dopo l’asportazione della milza, è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva e, fortunatamente, non è più in pericolo di vita.
Gli aggressori lo hanno colpito ferocia: calci, pugni, e poi le coltellate, più di venti.

SALVATO DALLE COPERTE –  Mazzella si è salvato solo grazie alle coperte che aveva addosso per ripararsi dal freddo. Ciro è originario di Ischia; profondamente segnato dalla morte della moglie ha deciso di lasciare l’isola. Si è trasferito a Tivoli da circa dieci mesi. Non ha una casa, dorme normalmente sotto ai portici di piazza Garibaldi, di fronte a una banca. E’ un uomo mite e taciturno, ama scrivere e leggere, non accetta l’elemosina, ma solo l’aiuto di poche persone con cui ha fatto amicizia, soprattutto bambini. Di quella notte non riesce a ricordare quasi nulla, neanche il numero degli aggressori che lo hanno torturato.

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