Ciampino, immigrato trovato dalla Polizia Locale a vendere capi griffati con due diverse identità

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Gli agenti del Comando di Polizia Locale di Ciampino, nel corso dell’attività di polizia amministrativa presso un mercato cittadino, hanno accertato la presenza di un venditore abusivo di merce griffata.

Il soggetto, trentenne di nazionalità senegalese, aveva infatti occupato senza titolo un’area all’interno del mercato, ponendo in vendita diverse borse e portafogli riproducenti noti capi di marche di prestigio, chiaramente a basso costo. Dopo aver posto sotto sequestro la merce, l’attività è proseguita con la identificazione, avvenuta mediante l’esibizione di una carta di identità italiana.

Come da procedura, la pattuglia ha provveduto ad effettuare una ricerca in banca dati di polizia – congiuntamente alla Tenenza dei Carabinieri di Ciampino – dalla quale è risultato che il soggetto era pregiudicato, oltre a non essere in regola con il permesso di soggiorno.

Accompagnato al Comando, la successiva perquisizione ha poi permesso di scoprire che l’uomo aveva a disposizione una carta di identità del Senegal, recante nome e cognome diversi (seppur di qualche lettera) e data di nascita diversa

Militari ed agenti hanno quindi eseguito un’attività di indagine, che ha visto ripercorrere tutte le tappe delle varie identificazioni effettuate dall’immigrato fin dal suo ingresso in Italia, dalla quale è emerso che il soggetto avesse dichiarato false generalità al momento del suo ingresso, poi riportate nel permesso di soggiorno.

Con tali generalità, false, ha poi richiesto ed ottenuto una residenza in Italia presso un centro per richiedenti asilo politico e poi una carta di identità da un altro comune della Provincia di Roma, oltre alla tessera sanitaria e codice fiscale.

Nel frattempo, conservava con se la carta di identità del Senegal recante le vere generalità, sulla quale è stato effettuata presso il Comando di Polizia Locale un’analisi circa la sua effettiva validità, mediante apposita strumentazione in dotazione.

Il presumibile motivo di tale condotta è stato ricostruito accertando che l’uomo, S.D., era solito commettere reati con le false generalità, per poi risultare incensurato, almeno fuori dal suo paese, con quelle vere.

Nei confronti dello stesso sono stati contestati, a piede libero, i reati di possesso di documenti falsi, commercio di prodotti contraffatti, ricettazione e false dichiarazioni sulle proprie generalità. Inoltre, oltre al sequestro dei documenti italiani veri recanti false generalità, e alla unificazione delle due identità (vera e falsa) nelle banche dati di polizia, è stato disposto il foglio di invito a lasciare il territorio italiano oltre ad una sanzione amministrativa pari a 5.165 euro.