Fiumicino, Testa di Lepre senz’acqua: i residenti si ribellano

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Diverse famiglie di Testa di Lepre hanno avviato in questi giorni una raccolta firme. Il motivo? Nessuno pagherà più l’acqua. “Nessun servizio, nessuna tassa. Almeno fino a quando non verranno effettuate le riparazioni in via Mario Giovagnoli” spiegano. Da tempo l’acqua a Testa di Lepre, piccola frazione a nord del Comune di Fiumicino (appena un migliaio i residenti) arriva con il contagocce. Anzi, da Natale non arriva proprio più.

Natale e Capodanno senza acqua e soprattutto senza alcuna certezza – denuncia Alessandro Torresi, residente della zona -. A Testa di Lepre è andato in scena il solito copione: il rimpallo di competenze tra Acea e Arsial. Dai due ultimi sopralluoghi nessuna novità. Si è intervenuti il 24 dicembre con la rassicurazione di routine: tutto risolto. Neanche per idea. Ci si è riprovati il 30, stessa musica. In via Mario Giovagnoli sette famiglie sono senza un filo d’acqua da Natale. E noi continuiamo a vivere nell’incertezza e nel dubbio: domani ci sarà l’acqua?” L’acqua nelle case non arriva e c’è chi come Alessandro Torresi ha modificato la sua auto trasformandola in una auto-pompa.

Il problema dell’acqua coinvolge tutta Testa di Lepre. “Le tubature dell’acquedotto di competenza Arsial – spiega Gabriella Panci, una residente della zona – sono vecchie, spesso scoppiano, lasciando a secco a secco tutta la zona. Quando va bene invece l’acqua arriva ma sporca dopo essere passata per condutture in eternit realizzate nel 1956. Nel 2010 la passata amministrazione riuscì a costringere l’Arsial a far partire i lavori di adeguamento del primo lotto dell’acquedotto. Ora è necessario tirare in ballo la Regione Lazio e costringerla a iniziare anche il secondo lotto. Sono stati presi degli impegni precisi, ci sono dei finanziamenti per l’adeguamento dell’acquedotto di Testa di Lepre”.

“Da questa estate – afferma un altro residente, Fabrizio Miotto – la situazione è peggiorata. L’acqua non c’è mai. Ancora oggi la situazione è complicata, ogni giorno bisogna farsi il segno della croce e sperare di potersi lavare o andare in bagno. Il continuo cambio di pressione dell’acqua manda in tilt le caldaie che si guastano. Si devono trovare i fondi necessari per realizzare un nuovo acquedotto o terminare i lavori iniziati. Non ci sono solo famiglie senza acqua, ma anche la scuola, costretta a utilizzare autobotti. C’è poi un continuo spreco di acqua. La condotta principale è collegata a quella del Peschiera, l’acqua al serbatoio arriva potabile. Il problema è che le condutture secondarie sono in amianto e quindi Arsial e Acea non possono dare la potabilità. Ognuno deve arrangiarsi come può, chi con le autobotti, chi con pompe. Assurdo. Basterebbe solo che la Regione, l’Arsial e Acea mantenessero gli impegni e terminassero quello che hanno iniziato”.

“È arrivato il momento per il Comune di Fiumicino di agire, anche in danno se serve – sottolinea il consigliere comunale di opposizione Giovanna Onorati -.  Le scuse non reggono più. Non si può continuare a rimandare il problema. L’amministrazione ha l’obbligo di scavalcare Arsial e Acea, superare l’emergenza idrica a Testa di Lepre e poi mettere tutto in conto a chi fino a oggi non ha mosso un dito”.

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