Spari e tentato sequestro a Nettuno

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Nella prima mattinata odierna, a conclusione di una serrata indagine, personale della squadra investigativa del Commissariato di Anzio – Nettuno, diretto dal dott. Mauro Baroni, ha proceduto all’arresto di C.A. di 74 anni, C.M. di 42 anni, entrambi di Aprilia e di M.V., di 60 anni, di Sezze (LT), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Latina, perche’ gravemente indiziati, in concorso tra loro, di tentato sequestro di persona, violenza privata e lesioni aggravate in danno di un cittadino rumeno di 31 anni.

LE INDAGINI – Le indagini erano scaturite a seguito del ferimento di quest’ultimo a colpi di arma da fuoco, avvenuto ad Aprilia il 20 febbraio scorso, mentre tentava di sottrarsi al suo sequestro. Gli investigatori, infatti, intervenuti sul posto, avevano accertato che l’aggressione, a cui avevano partecipato 7, 8 individui, era riconducibile al sospetto che il rumeno avesse perpetrato un furto di pneumatici all’interno di un capannone, ubicato a Nettuno, utilizzato dagli arrestati per occultare parti di autovetture trafugate. Le successive indagini avevano permesso di accertare che il ferimento della vittima, che solo per puro caso era stata attinta ad un braccio e non nelle parti vitali, era maturato nell’ambito di un’organizzazione criminale, dedita al furto di autovetture di grossa cilindrata, perpetrati in particolar modo nella Capitale, successivamente sezionate per la rivendita dei pezzi di ricambio, probabilmente ad associati dell’est europeo. Emergeva, altresì, che la spedizione punitiva era stata organizzata per dare una lezione allo straniero autore dello “sgarro” all’organizzazione criminale.

IL TENTATIVO DI SEQUESTRO – L’intenzione dei malviventi era quella di sequestrare il rumeno, costringendolo a salire su una delle autovetture a bordo delle quali erano sopraggiunti nei pressi della sua abitazione, per poi dargli una lezione, non riuscendo nell’intento per l’energica reazione della vittima predestinata che aveva avuto una forte colluttazione con gli aggressori, riuscendo a scappare. Proprio mentre fuggiva, gli avevano esploso alle spalle un colpo di pistola, attingendolo ad un braccio. All’identificazione di 5 componenti della banda dedita al riciclaggio di autovetture rubate, peraltro già denunciati alla Procura della Repubblica di Velletri, si era pervenuti a seguito del rinvenimento in due capannoni di 25 auto rubate ridotte in pezzi già selezionati e pronti per il trasporto clandestino verso paesi dell’est, per la successiva vendita da parte di malviventi locali, collegati all’organizzazione. In uno dei capannoni era stata anche rinvenuta una grossa pressa idraulica, utilizzata per compattare i pezzi inservibili e facilitarne l’occultamento. Gli arrestati, a conclusione delle formalita’, sono stati associati alla Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono al fine di identificare gli altri componenti della banda.

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